ECONOMIA

Effetto presidenziali sulla trade war: Trump potrebbe cedere

“Finché non verrà trovata una soluzione alla trade war è possibile si vada incontro a una sua ulteriore escalation”. La view di Ethenea

“Credere in un accordo tra Cina e Stati Uniti nel breve termine è ottimistico, ma date le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del prossimo anno, si presume che presto il presidente Trump possa cedere per quanto riguarda la trade war”. A sostenerlo è Michael Blümke, senior portfolio manager di Ethenea, che in questa situazione afferma di aspettarsi per i mesi a venire una crescita moderata con una bassa inflazione. “Questo è il motivo per cui riteniamo ancora bassa la probabilità di una recessione globale nel 2019”, spiega.

Negli ultimi mesi, le aspettative di crescita globale per il 2019 sono state costantemente aggiustate al ribasso. Nonostante nell’ultimo trimestre del 2018 i timori di una recessione abbiano guadagnato terreno, il cambio di rotta della Federal Reserve negli Stati Uniti, così come l’inaspettato primo trimestre positivo del 2019, hanno contribuito a un significativo allentamento della situazione. Nonostante questo, i principali indicatori – come i Purchasing managers indices, la fiducia dei consumatori e, ultimo ma non meno importante, l’inversione della curva dei rendimenti negli Stati Uniti – continuano a suggerire un indebolimento della crescita globale.

Nel contesto della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, è probabile che gli investimenti necessari per la crescita vengano posticipati a data da destinarsi. La pressione sui margini aziendali, attualmente a livelli record, è esacerbata tanto da questa situazione di incertezza quanto dalle tensioni sul mercato del lavoro, in particolare negli Stati Uniti.

“Finché non verrà trovata una soluzione alla guerra commerciale, è possibile si vada incontro a una sua ulteriore escalation – conclude Blümke -. Inoltre, in caso di un ulteriore rallentamento della crescita, e visti gli annunci fatti fino a ora, riteniamo rischioso per le banche centrali fare un uso troppo cauto delle loro misure di sostegno di politica monetaria. Anche il rischio geopolitico non dovrebbe essere dimenticato: le recenti tensioni tra Iran e Stati Uniti mostrano chiaramente che le prove di potere possono trasformarsi rapidamente in azioni militari”.