ECONOMIA

Dalla Bce liquidità alle banche e Qe. Ma per i mercati non basta

La Lagarde non tocca i tassi, ma lancia aste agevolate per le banche e amplia il programma d’acquisto di titoli

Il vaccino della Bce non convince i mercati. Se infatti, come atteso, Christine Lagarde ha lasciato i tassi dell’Eurozona invariati, quanto messo in campo sul fronte delle misure d’aiuto nella lotta al coronavirus è stato giudicato, pressoché unanimemente, insufficiente.

La Banca centrale europea ha deciso di ampliare il programma di quantitative easing, con un piano di acquisti netti aggiuntivi di 120 miliardi di euro fino alla fine dell’anno, “garantendo un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato”. Ha poi annunciato aste supplementari di finanziamenti agevolati alle banche, Tltro, per garantire liquidità ai mercati, aggiungendo che intende anche allentare le condizioni Tltro da giugno 2020 a giugno 2021 e condurre Ltro aggiuntive per fornire liquidità al sistema creditizio. Quasi contestualmente l’Eba ha reso noto che sospende gli stress test per le banche, rinviandoli al 2021.

Annunciate le misure, la Lagarde ha quindi passato la palla ai governi: “L’Eurozona necessita ora di una risposta ambiziosa e coordinata in termini di politica di bilancio per dare sostegno alle imprese e ai lavoratori a rischio”, ha detto definendo la pandemia uno “choc per l’economia globale”.

Due successi e un insuccesso, il verdetto di Paul Diggle, senior economist di Aberdeen Standard Investments. “I successi sono l’aumento del Qe e il nuovo programma Tltro-III, che sono chiaramente ben accetti e dovrebbero contribuire a mantenere il flusso liquidità nell’economia – argomenta -. Il tasso di interesse negativo pari a -0,75% sui prestiti alle banche del Tltro è un’importante innovazione, perché significa che per la prima volta la banca centrale concederà prestiti alle banche a un tasso inferiore al tasso di politica principale, in un certo senso si tratta di un taglio mirato dei tassi. Ma la mancanza di un taglio del tasso principale, è una delusione rispetto alle aspettative del mercato, e rappresenta un segnale che anche la stessa Bce pensa di non avere più margini quando si tratta di tagliare i tassi di interesse”.

Secondo Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders, i mercati si aspettavano un taglio dei tassi di interesse che la Bce non ha messo sul tavolo. “Sebbene offrire liquidità addizionale alle banche sia una mossa ragionevole, le banche sono già colme di liquidità e, come citato dalla presidente Lagarde, non ci sono stati segnali di stress finora nel funzionamento delle banche – spiega -. Anche l’ulteriore quantitative easing è utile, tuttavia la Bce non ha modificato i limiti sugli emittenti e il ‘capital key’, il che indica che non potrà focalizzare i 120 miliardi di euro di quantitative easing sui mercati che ne hanno più bisogno, in primis l’Italia”.

Per l’economista, l’abbandono del ‘capital key’ avrebbe dato più fiducia al mercato, ma allo stesso tempo avrebbe spinto l’Eurotower sul terreno del finanziamento monetario, che è illegale in base al mandato attuale. “In ultima analisi, il potere della Bce è molto limitato. È arrivato il momento che le politiche fiscali coordinate diventino protagoniste, affinché vengano intraprese le iniziative politiche necessarie per offrire sostegno a famiglie e imprese”, conclude.

“Riteniamo che, pur fornendo un certo sollievo di breve termine ciò non basterà a contenere le ripercussioni del virus sul fronte macro e a cambiare il sentiment, che rimane negativo. Andando avanti, la politica monetaria da sola non sarà sufficiente e probabilmente vedremo una maggiore azione sul fronte delle politiche fiscali, anche se ci vorrà del tempo”, spiegano gli analisti di Unigestion, che aggiungono di essere diventati più difensivi e di aver ridotto la leva finanziaria di portafoglio muovendosi sempre più verso il cash.

“Le tensioni di mercato senza precedenti hanno fatto sì che gli asset difensivi fornissero meno protezione e liquidità a disposizione, rendendo il cash attraente – chiariscono -. Riteniamo che la situazione rimarrà fragile per un certo periodo di tempo, poiché l’incertezza continuerà a pesare sui mercati prima di alimentare i dati macroeconomici. Rimarremo dinamici nella nostra valutazione e continueremo a monitorare sia lo sviluppo di Covid-19 che il suo potenziale impatto”.

Anche David Zahn, head of european fixed income di Franklin Templeton, è dello stesso parere: “Sebbene siano utili nuove misure di stimolo come prestiti più economici per le banche per incoraggiarle a continuare a fare prestiti alle piccole imprese e ad espandere il programma di acquisto di asset a 120 miliardi di euro, dal nostro punto di vista non vanno abbastanza lontano. Ci sarebbe piaciuto vedere una posizione molto più accomodante da parte della Bce, dato l’impatto del coronavirus sull’economia e il calo del prezzo del petrolio che colpirà l’inflazione. La Bce ritienetuttavia  che si tratti di eventi temporanei attraverso i quali il mercato si sposterà e ha spinto i leader dell’Ue a fornire un maggiore sostegno fiscale anziché fare affidamento sulla politica monetaria. A nostro avviso, ciò non è favorevole ai mercati e i mercati hanno risposto di conseguenza “.