ECONOMIA

Cina, improbabile un nuovo taglio dei tassi

In Cina il ciclo di allentamento monetario continua a un ritmo sostenuto, certamente innescato anche dalla recente correzione del mercato azionario.

La People’s Bank of China (PBoC) ha tagliato il tasso di riferimento sui prestiti a un anno e quello sui depositi di 25 punti base, al 4,85% e al 2%. La PBoC ha inoltre abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria di 50 punti base per le banche, soddisfacendo determinate condizioni sui prestiti alle imprese rurali e a quelle di piccole e medie dimensioni.
Tali tagli saranno positivi per i prestiti e per i prezzi dei beni immobiliari, che mostrano dei primi segnali di consolidamento. A nostro avviso, un ulteriore taglio del coefficiente di riserva obbligatoria generalizzato è improbabile nel breve periodo, poiché secondo la Banca centrale cinese la liquidità nel sistema è ormai abbondante. Il Governo cinese ha inoltre consentito al suo fondo pensione statale di investire fino al 30%, del patrimonio – circa 500 miliardi – nel mercato azionario, dallo 0% precedente.
Tale provvedimento conferma che la Cina conta molto sull’effetto ricchezza derivante dai prezzi più elevati delle azioni per sostenere la crescita del PIL quest’anno. La stima preliminare del PMI manifatturiero ha portato, poi, qualche notizia positiva con i nuovi ordini e quelli per esportazioni di nuovo in equilibrio. In India, il deficit commerciale continua a restringersi ma le esportazioni sono calate notevolmente per il sesto mese consecutivo.

Commento a cura di David Basola, Responsabile per l’Italia di Mirabaud AM