ECONOMIA

Bce, Draghi accontenta falchi e colombe

La Bce taglia i tassi  allo 0,5% e vara un nuovo Qe da 20 miliardi al mese senza scadenza. I giudizi degli operatori

L’ultimo consiglio direttivo della Bce sotto la guida di Mario Draghi non ha deluso le aspettative del mercato. L’istituto di Francoforte ha infatti tagliato il tasso su depositi a -0,50% (invariati il tasso principale allo 0% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%), varato un nuovo programma di quantitative easing, che prevede l’acquisto di bond per 20 miliardi di euro al mese a partire da novembre e senza una scandenza, e lanciato un nuovo maxi-prestito a lungo termine per le banche dell’Eurozona, allungando la scadenza da due a tre anni e prevedendo tassi più bassi per quelle che prestano al di sopra di un certo livello.

“Draghi è riuscito anche oggi a sorprendere positivamente inventando una soluzione che accontenta i falchi senza deludere le colombe”, commenta Marco Vailati, responsabile ricerca investimenti di Cassa Lombarda. “Il taglio di 10bp era scontato e, anzi, il mercato si attendeva anche qualcosa di più. Il rafforzamento delle forward guidance era atteso, anche se indeterminato nella forma. La tassazione a due livelli delle riserve era attesa. L’ammorbidimento del Tltro era in parte atteso ma non in questo formato con duplice miglioramento. Il riavvio del Qe era atteso con cifre stimate tra 0 e 45 miliardi al mese”, spiega.

“L’invenzione di Draghi è stata quella di fissare un importo medio-basso rispetto alle attese (20 miliardi al mese) per accontentare i falchi, ma di introdurre il concetto di scadenza aperta per accontentare le colombe e mostrarsi al mercato pronto a fare ‘whatever it takes’ per raggiungere lo scopo di alzare l’inflazione e sostenere l’economia.  Oltre ai movimenti al ribasso dell’euro e dei tassi nominali e al rialzo delle borse, la maggiore conferma di come il mercato sia stato sorpreso nel complesso positivamente viene dalla reazione del tasso di inflazione attesa: l’inflazione attesa a 5 anni fra 5 anni è salita dopo l’annuncio da 1.26% a 1.34%”, conclude l’esperto di Cassa Lombarda.

Sulla stessa lunghezza d’onda, anche se con qualche dubbio, Silvia Dall’Angelo, senior economisti di Hermes Investment Management. “La Bce è riuscita a sorprendere il mercato con un nuovo pacchetto aggressivo di misure di alleggerimento, giustificato dal recente indebolimento delle prospettive di crescita e di inflazione – commenta -. Il nuovo pacchetto di misure di alleggerimento, oltre a comprendere una lieve riduzione dei tassi sui depositi, un rafforzamento della forward guidance e condizioni più accomodanti per il programma di liquidità Tltro-III, include un nuovo programma di Qe aperto di 20 miliardi di euro al mese a partire da novembre. Mentre il volume mensile degli acquisti netti è contenuto rispetto ai precedenti round di Qe, la natura aperta del nuovo programma lo rende abbastanza efficace. Inoltre, la creazione di un sistema two-tier per la remunerazione di riserva significa che i tassi possano essere ulteriormente ridotti, in modo che il pacchetto possa essere facilmente esteso, se necessario, e che tutti gli elementi che si rafforzano reciprocamente possano essere resi ancora più solidi”.

Quello che però resta ancora da capire, secondo la Dall’Angelo, è se l’impatto sull’economia reale sarà positivo dal momento che i tassi di interesse sempre più negativi hanno un effetto economico netto di non facile interpretazione. “I tassi negativi pesano sulla redditività delle banche e potrebbero quindi avere conseguenze controproducenti per l’accesso al credito. Essi potrebbero anche rafforzare in modo ambiguo gli incentivi al risparmio per le famiglie che devono far fronte a passività future fisse, zavorrando di conseguenza i consumi. Inoltre, l’alleggerimento quantitativo può essere controverso: probabilmente soffre di rendimenti marginali in calo (dato che i rendimenti a lungo termine sono già bassi) e può avere effetti distributivi negativi”, avverte l’esperta.

Di certo c’è che il pacchetto della Bce trasmette un forte messaggio, sottolineando l’impegno inequivocabile dell’Istituto di Francoforte nei confronti del proprio mandato, dato che si trova ad affrontare un rallentamento dell’economia e maggiori rischi derivanti dalle tensioni commerciali internazionali e da una Brexit che rappresenta un elemento di possibile disturbo. “Tuttavia, la politica monetaria è stata per troppo tempo l’unico strumento utilizzato, nonostante la sua scarsa capacità di affrontare le questioni strutturali che sono probabilmente alla radice dell’attuale lentezza della crescita europea. È giunto il momento che altri responsabili politici prendano il testimone dalla Bce e attuino una spesa fiscale mirata, approfittando di condizioni monetarie più favorevoli e di riforme strutturali. La sfida passa adesso  alla nuova Commissione europea e ai governi nazionali in Europa”, conclude la Dall’Angelo.

Secondo David Zahn, responsabile fixed income europeo di Franklin Templeton, il programma di acquisto di asset sarà principalmente incentrato sui titoli di Stato, ma probabilmente con maggiore attenzione alle obbligazioni societarie rispetto al passato. “L’introduzione del tiering riduce efficacemente gli addebiti che le banche pagano sui loro deposti presso la Bce, per aiutare il sistema bancario. Segnala inoltre al mercato che i tassi rimarranno probabilmente bassi per un lungo periodo”, spiega.

“Con il mandato di Mario Draghi che terminerà dopo l’incontro di ottobre, ci sono state alcune speculazioni sull’influenza dei suoi commenti e su quanto avrebbe potuto fare in termini di vincoli della futura presidente Christine Lagarde in una politica stabilita, ma ha preparato le basi per continuare lo stimolo da parte della Bce. I mercati ora seguiranno attentamente ciò che dirà Christine Lagarde che potrebbe avere ulteriore influenza. Riteniamo che queste politiche dovrebbero continuare a sostenere i mercati dei titoli di Stato europei mantenendo bassi i rendimenti per il prossimo futuro”, conclude Zahn.