ECONOMIA

Argentina, rischi sul breve termine

Per T. Rowe Price, la vittoria non schiacciante di Fernandez ha evitato gli sviluppi più estremi. Secondo Lgim, ora il mercato guarda ai colloqui con l’Fmi

Il risultato delle elezioni in Argentina ha confermato le aspettative, con la vittoria di Alberto Fernandez e Christina Kirchner, con un margine tuttavia molto più ridotto rispetto alle primarie, tanto che i “kirchneristi” non hanno ottenuto la maggioranza al Congresso. “Il lato positivo – commenta Verena Wachnitz, gestore del fondo T. Rowe Price Latin America di T. Rowe Price – è che il movimento Cambiemos del presidente Macri ha ottenuto 2 milioni di voti in più rispetto alle primarie, mettendo a segno una vittoria schiacciante nella città di Buenos Aires e vincendo anche in altri distretti chiave. Senza una maggioranza al Congresso, l’azione di Alberto Fernandez sarà limitata dall’opposizione più forte di Cambiemos. Ciò ridurrà il rischio di assistere a sviluppi estremi come cambiamenti alla costituzione”.

Secondo la Wachnitz, al momento sembra molto improbabile che assisteremo a un’implosione di Cambiemos, scenario che lascerebbe carta bianca ai kirchneristi. “Un altro rischio che sembra essere diminuito è quello di una transizione disordinata – aggiunge -. La Banca Centrale Argentina ha già imposto controlli più stingenti sul capitale, e gli sforzi volti a implementare tali misure prima dell’effettivo cambiamento al Governo il 10 dicembre, inizieranno oggi. Nonostante ciò, si tratta di un risultato elettorale negativo per le politiche di breve termine. Il conflitto interno tra Kirchner e Fernandez potrebbe limitare i tentativi di perseguire un percorso economico più ortodosso e probabilmente assisteremo a un mix di politiche come il controllo sui capitali, un aggiustamento fiscale limitato, tasse sull’export più elevate, monetizzazione, controlli sul rapporto tra prezzi e salari e default o rinegoziazione del debito”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Uday Patnaik, head of emerging market debt di Lgim. “Il discorso iniziale di Fernandez è stato percepito come moderato. Inoltre, è previsto per oggi un incontro tra Macri e Fernandez per iniziare la transizione, il che è chiaramente positivo – osserva -. La città di Buenos Aires è andata a Laretta, dato positivo in quanto rappresenta una sorta di compensazione verso Kicillof, il nuovo governatore della provincia di Buenos Aires (e il Junto por el Cambio è riuscito anche a vincere in diverse altre province tra cui Cordoba, Santa Fe e Mendoza)”.

Patnaik sottolinea anche che l’Argentina ha rafforzato i controlli sui capitali domenica 27 ottobre dopo che Fernandez ha vinto le elezioni. “200 dollari al mese è il massimo consentito per l’acquisto tramite conti bancari rispetto ai $ 10.000 al mese in precedenza. Ancora una volta, questo non dovrebbe essere visto come una sorpresa dopo le elezioni. Il mercato si concentrerà immediatamente sugli appuntamenti del gabinetto di Fernandez e sulla direzione dei colloqui con il Fmi”, conclude.