PROMOTORI & CONSULENTI

Banca Sistema, nel 2018 utile netto pari a 27,2 milioni

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2018, chiusi con un utile netto pari a 27,2 milioni (26,8 milioni nel 2017).

L’applicazione dal 1° gennaio 2018 del principio contabile IFRS 9, in sostituzione del precedente IAS 39, non ha fatto emergere in sede di prima applicazione (FTA) impatti significativi né in termini di misurazione e classificazione né in termini di impairment (si rimanda al comunicato stampa del 11 maggio 2018 sui risultati al primo trimestre 2018).

Al fine di una corretta lettura degli schemi di bilancio del 2018 bisogna considerare che i dati comparativi di stato patrimoniale e conto economico al 31 dicembre 2017 non sono che una mera riesposizione dei dati civilistici in continuità con il previgente principio contabile, IAS 39. Pertanto, non rappresentano saldi
derivanti da una applicazione retroattiva del nuovo principio contabile, IFRS 9.

Andamento Commerciale

La business line factoring, con un turnover pari a 2.406 milioni, ha registrato una crescita del 20% a/a. Il contributo al turnover generato dagli accordi con le banche commerciali è stato pari a circa il 28%. L’outstanding factoring di Gruppo al 31 dicembre 2018 si attesta a 1.716 milioni (di cui il 22% in azione legale), in aumento del 20% rispetto ai 1.429 milioni (dati gestionali) dello scorso anno, per l’effetto combinato del turnover e degli incassi del periodo. Il factoring pro soluto pari all’85% del totale outstanding (85% al 31 dicembre 2017) è rappresentato da crediti commerciali (63%) e crediti fiscali (22%). Con riferimento al business del CQS/CQP, il Gruppo ha acquistato crediti oltre 200 milioni e l’outstanding al 31 dicembre 2018 si attesta a 652 milioni, in aumento del 30% a/a.

Risultati economici del 2018

Il margine di interesse, pari a 74,6 milioni è in aumento del 6% a/a, grazie alla crescita degli impieghi, sia del factoring che del CQ.
I maggiori interessi attivi (99,7 milioni vs 90,1 milioni rispettivamente al 31.12.2018 e al 31.12.2017) hanno più che compensato l’aumento degli interessi passivi a/a; il costo della raccolta risulta stabile a 0,9%. I crediti fiscali, caratterizzati da un minor sconto rispetto ai crediti commerciali, traggono tuttavia un sostanziale beneficio in termini di minor assorbimento di capitale. La redditività del factoring risulta inferiore rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio per il diverso mix in favore dei crediti fiscali.

Le percentuali attese di recupero degli interessi di mora del factoring e dei relativi tempi di incasso utilizzati per la stima al 30 settembre 2018 sono stati aggiornati alla luce del progressivo consolidamento delle serie storiche in linea con l’evoluzione del business. Il contributo complessivo a conto economico al 31 dicembre 2018 da interessi di mora azionati è pari a 28,4 milioni (26,8 milioni al 31.12.2017, escludendo 2,8 milioni relativi alla chiusura anticipata dell’accordo di garanzia fornito dall’ex azionista di Beta
Stepstone, società acquisita nel 2016 e poi fusa l’anno successivo in Banca Sistema).

L’impatto derivante dall’aggiornamento delle stime di recupero, avvenuto nel terzo trimestre, risulta pari a 7,8 milioni al 31 dicembre 2018 (6,6 milioni nei primi 9 mesi del 2018), di cui 4,9 milioni riconducibili a esercizi precedenti (9,6 milioni al 31.12.2017, di cui 3,7 milioni riconducibili ad esercizi precedenti). L’ammontare degli interessi di mora da azione legale maturati al 31 dicembre 2018 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento risulta pari a 96 milioni, di cui circa 42,5 milioni sono già transitati a conto
economico (dall’avvio, nel 2016, della politica contabile di stanziamento di interessi di mora).

La diminuzione degli interessi di mora da azione legale pari a 100 milioni al 30 settembre 2018 è riconducibile ad incassi sia dai debitori che in parte da soggetti a cui sono stati ceduti a titolo definitivo alcuni interessi. L’ammontare non transitato a conto economico entrerà in buona parte, per competenza o per cassa, nei conti economici dei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection superiori all’80%.

Contribuisce positivamente al margine di interesse l’aumento dei ricavi generati dai portafogli CQS/CQP che passano da 13,2 milioni a 19,6 milioni. Le commissioni nette, pari a 15,3 milioni, risultano in forte aumento a/a (+43%), grazie alla maggiore
crescita delle commissioni factoring (+4,3 milioni a/a).

Al 31 dicembre 2018 gli utili da tesoreria derivanti dal portafoglio di titoli di Stato italiani hanno contribuito in misura leggermente superiore rispetto all’anno precedente (+0,1 milioni a/a); mentre i dividendi risultano stabili a/a. Il margine di intermediazione si attesta a 91,1 milioni, in aumento del 10% a/a, grazie alla crescita del business.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano a 6,8 milioni in aumento a/a. Il costo del credito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 33 bps in linea con il 2017. Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 183, risultano superiori alle 156 dello stesso periodo del 2017. Le spese del personale aumentano a/a per l’incremento del numero di risorse. Le altre spese amministrative
aumentano del 6% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, in linea con la crescita del business nel 2018. Invariato rispetto al 2017 il Cost Income si attesta al 46%.

L’utile prima delle imposte al 31 dicembre 2018 è di 42,1 milioni, in aumento del 8% rispetto al 2017. Alla formazione dell’utile netto, pari a 27,2 milioni, hanno contribuito le imposte, in aumento a/a a causa delle minori deduzioni e della perdita pro-quota, dei primi 9 mesi del 2018, di Axactor Italy, pari a circa 354 mila, riconducibile alla riclassificazione della partecipazione in Axactor Italy SpA (pari al 10% del capitale sociale), tra le attività in via di dismissione, a seguito della decisione di vendita nel 2019 della stessa partecipazione.

Gli aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2018

Il portafoglio titoli composto da titoli di Stato Italiani, pari a 734 milioni (una cui parte è classificata nella voce Attività finanziarie al costo ammortizzato, pari a 435 milioni al 31 dicembre 2018), con una vita residua media pari 21 mesi, risulta in calo rispetto al 30 settembre 2018 per la vendita di un titolo per nominale 100 milioni classificati come “Held to Sell”. La componente “Held to Collect and Sell” pari a 298 milioni (il cui peso della riserva a livello di CET1 al 31 dicembre 2018 è di circa 7bps, in calo rispetto al 30
giugno 2018 ed al 30 settembre 2018) ha una vita residua media di 14 mesi.

La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (2.787 milioni), prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring (1.567 milioni), che risultano in aumento rispetto al 31 dicembre 2017 (1.286 milioni) e stabili rispetto al 30 settembre 2018 (per effetto dei significativi incassi del quarto trimestre 2018), include anche i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP e parte del portafoglio titoli. In particolare, gli impieghi in CQS/CQP ammontano a 652 milioni (500 milioni al 31 dicembre 2017).
L’ammontare dei crediti scaduti è principalmente riconducibile al portafoglio factoring verso la PA e rappresenta un dato fisiologico del settore, che non implica alcuna criticità in termini di qualità del credito e probabilità di recupero.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi aumenta rispetto al 31 dicembre 2017 (225,2 milioni rispetto a 143,3 milioni) prevalentemente per effetto della crescita delle inadempienze probabili (87,2 milioni rispetto a 24,1 milioni) e delle sofferenze (57,5 milioni rispetto a 44,6 milioni), relative al business factoring verso Pubblica Amministrazione. L’aumento delle inadempienze probabili nel quarto trimestre 2018 è ascrivibile all’esposizione factoring verso Pubblica Amministrazione.

Il rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela è invariato rispetto al 2017, pari al 1,7%, restando a livelli contenuti. La raccolta Retail rappresenta il 59% circa del totale (49% al 31 dicembre 2017) ed è costituita da conti correnti e depositi a termine.

All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso banche sono in aumento rispetto al 31 dicembre 2017. In particolare, la componente di finanziamenti in BCE a partire dal terzo trimestre 2018 è cresciuta significativamente a seguito dell’ottenimento del rating della cartolarizzazione Quinto Sistema Sec. 2017 (Cessione del Quinto). All’interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato, i Debiti verso clientela sono in aumento rispetto a fine 2017 prevalentemente per effetto dei conti deposito ed in misura minore anche per l’aumento dei conti correnti. In particolare, per i conti deposito, la crescita è stata maggiore nella seconda parte del 2018, in particolar modo grazie all’operatività estera.

Il Totale dei fondi propri (Total Capital) al 31 dicembre 2018 ammonta a 181 milioni, in aumento rispetto a fine 2017 (162,0 milioni). Al 31 dicembre 2018 i coefficienti patrimoniali1 sono in calo rispetto al 31 dicembre 2017 a fronte della crescita degli impieghi e risultano ampiamente superiori ai requisiti minimi; inoltre a seguito della riduzione della ponderazione del capitale di rischio per i prestiti assistiti dalla cessione del quinto dello stipendio (CQS) e della pensione (CQP), dal 75% al 35%, risultano:
· CET1 ratio pari al 11,0% (11,9% al 31 dicembre 2017); pro-forma per la riduzione della
ponderazione del CQ 12,5%;
· TIER 1 ratio pari al 11,6% (12,6% al 31 dicembre 2017); pro-forma per la riduzione della
ponderazione del CQ 13,2%;
· Total Capital ratio pari al 13,7% (15,3% al 31 dicembre 2017); pro-forma per la riduzione della
ponderazione del CQ 15,7%.

1 In conformità con quanto previsto dall’EBA con le Guidelines on common SREP (Supervisory Review and Evaluation Process), la Banca d’Italia
ha richiesto il mantenimento dei seguenti requisiti minimi per il 2019:
· coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 7,75%;
· coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 9,50%;
· coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 11,85%.

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alexander Muz, dichiara in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 154 bis del Testo unico della Finanza, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai
libri e alle scritture contabili.

Tutti i valori indicati nel testo del comunicato sono in euro.