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La Fed serve l’aperitivo…e il menù del possibile pranzo

USA/FED: L’attesa apertura della Fed sul tema bilancio è alla fine arrivata in forma anche piuttosto ampia.

Per la prima volta la Fed ha addirittura adottato un doppio comunicato, uno sul tema tassi (nel quale ha eliminato il riferimento alla possibilità di rialzi graduali sostituito con il riferimento alla “pazienza” nella determinazione del futuro sentiero di politica monetaria) ed uno sul bilancio.

Come già sottolineato in commenti precedenti, il bilancio è il vero tema ed oggetto del desiderio per il 2019. Si potrebbe anche arrivare ad ipotizzare un’ipotesi estrema di un ulteriore rialzo dei tassi nel caso di rialzo dell’inflazione ma a condizione che la Fed alteri il sentiero di riduzione del proprio bilancio.

In altri termini il vero oggetto del desiderio dei mercati è il bilancio più che i tassi. Powell ha esplicitamente dichiarato che il processo di normalizzazione terminerà in anticipo rispetto al previsto e con un livello di bilancio più elevato.

Traduzione: è all’orizzonte un rallentamento del ritmo di riduzione del bilancio ma in realtà la Fed si rende disponibile a ben altro e lo mette nero su bianco in un apposito comunicato: se la sola manovra sui tassi non dovesse bastare, la Fed è pronta a utilizzare “tutte le sue armi, ivi inclusa la modifica della dimensione e della composizione del proprio bilancio”.

In sintesi, l’aperitivo che il mercato desiderava è stato servito in modo abbondante, con tanto di menù del possibile pranzo completo, ossia l’approdo finale eventuale addirittura verso un QE4, fatto soprattutto di titoli corporate. Questo a causa delle forti tensioni di liquidità che stanno sperimentando diverse aziende Usa oggi con rating al limite dell’investment grade per un ammontare di bond emessi pari a circa la metà di tutto l’universo Investment grade (circa 2200 Mld$ su un totale di 5000Mld$).

Powell, su apposita domanda, ha esplicitamente fatto riferimento alle preoccupazioni sul debito corporate. Ad una domanda sul fatto che la Fed progressivamente sta mostrando più attenzione ai dati di mercato piuttosto che a quelli macro, ha risposto sottolineando come la Fed tiene conto anche di tutti gli indicatori di Financial Conditions (tassi, spread, condizioni di credito ecc.).

La manovra sul bilancio è motivata dalla necessità di evitare che le riserve delle banche presso la banca centrale non scendano eccessivamente al punto di minacciare una crisi di liquidità in caso di turbolenze sui mercati.

Preso atto delle decisioni della Fed, il prossimo appuntamento è alla riunione del 20 marzo, quando verranno aggiornate le stime su crescita ed inflazione oltre che i dots, ossia le stime di tutti i membri Fed sulle future mosse sui tassi.

Gli operatori, probabilmente nel breve, celebreranno l’aperitivo della Fed, soprattutto se condito da qualche buona notizia sul fronte trimestrali, come accaduto ad esempio da Facebook ieri e oggi da General Electric. Vedremo questa sera Amazon, attualmente il titolo con maggiore capitalizzazione al mondo (circa 800Mld$), a pari merito con Microsoft

È altresì probabile che però, per cercare di strappare qualche primo dettaglio concreto dalla Fed sul tema bilancio, il mercato azionario Usa, dopo essersi spinto in area 2750/2800 di indice S&p500, ricomincerà probabilmente a fare i capricci ricominciando a calare. Per gli amanti degli studi classici una sorta di “peana”, ossia un percorso progressivo di supplica affinché la Fed scenda davvero in capo con l’oggetto del desiderio finale: il ritorno all’espansione del bilancio ossia un nuovo round di QE.

ITALIA/SPREAD: le notizie dal fronte Usa vengono accolte con cautela dal lato europeo oggi, in attesa di verificare davvero se si tratti di un fuoco di paglia o di qualcosa di più consistente e duraturo. Almeno per una settimana o due. Si consideri anche che oggi è l’ultima giornata del mese e tipicamente potrebbero esservi prese di profitto.

La verità insomma la sapremo meglio da febbraio in poi, anche sul fronte governativo. Su questo tema ribadiamo la view: l’ipotesi è di continuazione tendenziale del calo dello spread verso area 200/220 pb nel corso poco prima e/o nelle settimane successive alla riunione BCE del 7 marzo, quando potrebbe essere annunciata una nuova operazione TLTRO. Nel mese di febbraio potrebbe esservi una pausa solo temporanea sul fronte calo tassi e spread, dopo il forte flusso di domanda che ha consentito un marcato ribilanciamento dei portafogli da parte dei gestori mondiali.

Nel frattempo, il PIL preliminare del quarto trimestre italiano è risultato peggiore delle attese. L’ISTAT ha anticipato una contribuzione negativa dei consumi che potrebbe aver più che bilanciato la contribuzione positiva delle esportazioni nette.
La drastica retromarcia di fine anno italiana insieme all’altrettanto drastico taglio del governo tedesco sulle stime del PIL tedesco del 2019 (da 1,8% a 1%) contribuisce a ritenere verosimile una stima sulla variazione del PIL Italia 2019 sempre più vicina allo 0%.

OPERATIVAMENTE

EURUSD: l’avvicinamento del cambio in area 1,16 potrebbe essere l’occasione per iniziare a prendere posizioni lunghe di dollaro di breve termine. L’impatto dell’eventuale inversione della dinamica del bilancio Fed rende verosimile e logica l’ipotesi di un dollaro debole ma con una piccola accortezza, non subito!

Decisive saranno probabilmente soprattutto le riunioni Fed dell’1° maggio e del 19 giugno. Nel frattempo, potrebbe prevalere l’effetto annuncio della Tltro della Bce insieme al tiraggio di dollari da parte delle aziende Usa che stanno aumentando il ricorso alle linee di credito bancario piuttosto che ai più tradizionali canali di mercato. In questo periodo (marzo /aprile) l’euro potrebbe tornare verso area 1,10. Al momento, per sfruttare maggiormente l’effetto cambio, preferibile in questo caso un titolo in Usd a breve termine ossia con molto meno sensibilità al tasso

TASSI: dopo il forte rally dei tassi del mese di gennaio, culminato tra ieri ed oggi con un picco minimo relativo sui tassi USA oltre che su quelli Euro, il mese di febbraio potrebbe registrare un temporaneo rialzo. In tale direzione stanno arrivando alcune indicazioni come ad esempio il progressivo ridimensionamento del valore del bund decennale in asset swap.

di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM