OPINIONI

Usa: nessuna onda blu, arriva lo stallo

E’ stato confermato dai principali notiziari americani che i Democratici assumeranno il controllo della Camera dei Rappresentanti, mentre i Repubblicani manterranno il controllo del Senato, un risultato in linea con le aspettative.

Implicazioni per il mercato.

Finora la reazione del mercato è stata moderata. Come previsto, il dollaro si è deprezzato, poiché è chiaro che nei prossimi due anni il Congresso potrebbe trovarsi in una grave situazione di stallo.

Notiamo un certo ribasso dei tassi statunitensi, in quanto la probabilità di ulteriori stimoli tende allo zero, con una curva sempre più piatta. Per quanto riguarda le azioni, possiamo notare effetti specifici in vari settori(come la sanità), ma nel complesso l’impatto sarà probabilmente modesto, insieme a importanti fattori in gioco e un risultato ampiamente consensuale.

Dobbiamo tornare al 1986 per trovare uno scenario politico simile negli Stati Uniti: Presidente repubblicano, Senato repubblicano e Camera democratica. Tuttavia, i risultati finora ottenuti suggeriscono che il sostegno al partito repubblicano potrebbe essere stato più forte di quanto inizialmente previsto dai sondaggisti.

Esaminando più a fondo i risultati, sembra molto probabile che si assisterà ad un’ulteriore polarizzazione nella politica statunitense. Il divario geografico resta: mentre i repubblicani consolidano il loro sostegno nelle aree rurali, i democratici mantengono il sostegno nelle città e ottengono consensi nelle periferie e nelle aree in rapida crescita. Ancor più importante, molti degli incumbent moderati più vicini al centro, sono stati sostituiti da candidati più radicali.

Questo probabilmente porterà a ulteriori divisioni e scontri in seno al Congresso, rendendo più difficile il raggiungimento di compromessi. Ciò potrebbe portare a uno stallo politico, e ad una crescente minaccia del blocco dell’attività governativa durante il prossimo dibattito sul bilancio.

Con i democratici che assumono il controllo di alcune delle principali commissioni parlamentari potremmo assistere ad attacchi più diretti verso il Presidente Trump. Tuttavia, nonostante il crescente clamore, riteniamo che il rischio di impeachment sia pressoché nullo, in quanto richiederebbe il sostegno di due terzi del Senato. Nonostante ciò, grazie ai consensi guadagnati dai repubblicani al Senato, la riconferma delle nomine presidenziali sarà più semplice.

La nuova composizione del Congresso influisce relativamente sulla geopolitica e sulle tensioni commerciali con la Cina, dato che sia i Repubblicani che i Democratici sono stati critici nei confronti della Cina.

Questo probabilmente rimarrà un problema dell’esecutivo, anche se potremmo assistere a dei ritardi riguardo al NAFTA 2.0. Nel frattempo, gli ulteriori tagli fiscali introdotti dal Presidente Trump nelle ultime settimane sembrano fuori dubbio (se tralasciamo i tentativi di cambiare alcuni parametri).

Circa la spesa per le infrastrutture, potrebbe emergere un potenziale terreno comune. I democratici hanno tradizionalmente sostenuto questi sforzi.

Tuttavia, è difficile immaginare che i Democratici sosterranno Trump alle prossime elezioni presidenziali, soprattutto a seguito dello scontro avvenuto durante le nomine per la Corte Suprema. Nel complesso, riteniamo improbabile un miglioramento delle condizioni tali da permettere il raggiungimento di compromessi.

di Salman Ahmed, PhD, Chief Investment Strategist e Charles St-Arnaud, Senior Investment Strategist di Lombard Odier