OPINIONI

Una Fed ‘colomba’ si impegna a essere paziente

La Fed ha rilasciato una dichiarazione da colomba che elimina il riferimento ad ulteriori e graduali aumenti dei tassi di interesse, indicando che potrebbe procedere aggiustare la portata della normalizzazione del proprio bilancio.

La Fed si è impegnata ad essere paziente sulle future variazioni dei tassi ed è sembrata più preoccupata per gli sviluppi dell’economia globale, tanto che si prenderà il tempo necessario per valutare il potenziale impatto di questi ultimi. Ieri sera la Fed è stata leggermente più colomba di quanto inizialmente previsto e questo significa che la propensione verso un ulteriore rialzo dei tassi è superata.

L’istituto continuerà ad utilizzare il tasso dei fondi federali come strumento principale, insieme ad un floor system. Tuttavia, qualora fosse necessario, tornerà ad utilizzare tutti gli strumenti che ha a disposizione, compreso il bilancio. Nel corso della conferenza stampa Powell ha anche menzionato il fatto che la riduzione del proprio bilancio potrebbe terminare prima e il suo livello finale potrebbe essere maggiore di quanto inizialmente previsto.

La riunione del FOMC di ieri sera conferma che la Fed sta adottando un approccio molto più cauto, un messaggio che sarà probabilmente seguito anche da altre banche centrali. Sebbene quest’ultima riunione del FOMC potrebbe essere di aiuto nel contrastare i rischi di breve termine, riteniamo che il contesto Goldilocks a cui abbiamo assistito nell’ultimo decennio sia terminato, poiché i fondamentali sono ora molto diversi e molto più fragili.

Nel breve termine siamo orientati tatticamente verso asset che hanno potenzialità di crescita nel lungo periodo con copertura dal rischio, ma la nostra view a medio termine resta prudente e meno ottimista, con rischi rilevanti ancora in corso. In particolare stiamo assistendo, attraverso i nostri Nowcasters, a un ritmo di crescita più disomogeneo e in decelerazione che, a nostro avviso, ha peggiorato il rischio/rendimento degli asset orientati alla crescita, come le azioni e il credito nel medio termine. Mentre la tendenza alla decelerazione a livello macroeconomico è preoccupante ed esistono rischi di portafoglio significativi, in particolare sul fronte politico e geopolitico, sebbene la probabilità di una recessione globale resti piuttosto bassa nel brevissimo periodo.

Rimaniamo long sull’oro e short sul dollaro americano, in particolare contro le valute dei mercati emergenti, poiché lo spostamento di politica monetaria della Fed verso un atteggiamento meno restrittivo renderà il dollaro meno attraente, mentre il mercato continuerà ad aggiustarsi a seguito di questo cambio di rotta. Con un livello di incertezza ancora alto, probabilmente la volatilità rimarrà elevata per tutto l’anno. Fino a quando i fondamentali non si riaffermeranno e la volatilità e le correlazioni non si stabilizzeranno, ci concentreremo sul miglioramento dei rendimenti attraverso coperture strategiche

                                            di Jeremy Gatto, Investment Manager del fondo multi asset Navigator di Unigestion