OPINIONI

Tech sotto attacco, i tre fronti aperti

Le aziende tecnologiche stanno subendo attacchi senza precedenti provenienti da più fronti. Il più grande di essi nasce nel mondo politico, in cui le autorità di regolamentazione e i governi esercitano una pesante pressione sulle grandi aziende tecnologiche. In secondo luogo, le azioni delle società tech risentono dei nervosismi degli investitori sul fronte delle valutazioni.

Infine, la guerra commerciale globale, il terzo fronte. Una cosa è certa, tutto questo dimostra quanto la tecnologia sia diventata importante nella nostra vita quotidiana. La tecnologia è oltretutto un tema chiave nelle nostre strategie sostenibili, per cui riteniamo che meriti grande attenzione.
Il fronte politico
Il fronte politico è per lo più schierato contro i grandi gruppi tecnologici, i FANGS nel mondo occidentale, e sempre più contro le BAT (Baidu, Alibaba, Tencent) in Asia. In meno di due settimane, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, Facebook ha perso quasi il 20% del suo valore. A salire sul banco degli imputati, la messa in discussione della fiducia degli utenti, elemento chiave per chi investe nel titolo del social network. A dire il vero, sembra che a Trump interessi poco di Facebook, mentre appare ossessionato nei confronti di Amazon, come dimostra questo suo tweet, abbastanza esplicito: Ad essere onesti, qualcosa di vero in questo tweet c’è, e non crediamo che questa battaglia finirà presto.
sul fronte regolamentare, è sotto gli occhi di tutti che i giganti della tecnologia sono soggetti a un crescente controllo da parte di numerosi enti regolatori europei, come riflesso di una generale preoccupazione in Europa sull’influenza esercitata dai gruppi statunitensi, leader nei settori della tecnologia e di internet.
In conclusione, questa guerra non finirà presto e continuerà anche nei prossimi anni, con molte cause legali, multe, nuovi regolamenti e tweet di Trump a venire. Crediamo che la Silicon Valley abbia bisogno di cambiare il suo atteggiamento di indifferenza e di essere più umile. Potrebbe essere opportuno smettere di ignorare le preoccupazioni in materia di privacy e adottare un approccio più cooperativo nei confronti delle autorità di regolamentazione europee. Non fraintendete, crediamo che i gruppi tecnologici potrebbero uscirne più forti di prima.
Non dimenticate che una maggiore regolamentazione crea spesso maggiori barriere all’ingresso. Il fronte delle valutazioni Anche quest’anno l’indice composito NASDAQ ha raggiunto i massimi storici con le valutazioni che si stanno nuovamente alzando. Abbiamo visto oltre 30 IPO tecnologiche solo quest’anno e la maggior parte sta registrando ottime performance e ci teniamo a ripetere che non pensiamo che le valutazioni del settore tech siano eccessivamente care.
Innanzitutto, perché si tratta di uno dei settori più diversificati (che spazia da software gestionali, servizi IT, pagamenti, social media a hardware, semiconduttori e semilavorati): non si può parlare genericamente di valutazione del settore tecnologico. Ci sono sotto-settori molto costosi, così come sotto-settori prezzati a sconto: ecco perché con valutazioni in crescita, un approccio stock-picking è sempre più importante. Inoltre, la tecnologia in generale e alcuni di questi sotto-settori in particolare, rappresentano uno dei segmenti di mercato ad alta generazione di liquidità, il cui maggiore premio al rischio è quindi più che giustificato. Del resto, non siamo più nell’era delle dotcom dove c’erano tanti modelli di business non ancora testati e dove solo poche società generavano profitti.
Il fronte della Guerra commerciale
Non ci troviamo ancora in una vera e propria guerra commerciale, ma le tensioni stanno aumentando e la situazione sembra aggravarsi per quanto riguarda quella che la Casa Bianca ha definito “l’aggressione economica” della Cina. La tecnologia è una delle ragioni più importanti di questa situazione. “Made in China 2025” è la strategia industriale del Presidente Xi Jinping, uno sforzo guidato dallo Stato per stabilire la leadership cinese nella tecnologia che mostra anche l’espansione incessante dell’industria cinese dei semiconduttori, un prodotto che sarà senza dubbio pronto a mettere sul mercato sottocosto nei prossimi anni. Come investire nella tecnologia al giorno d’oggi?
Con la tecnologia sotto attacco da parte dei regolatori di tutto il mondo, valutazioni in aumento e una guerra commerciale che incombe a detrimento delle aziende tech, dovremmo investire nellatecnologia? Innanzitutto, riteniamo che il settore tecnologico sia uno dei migliori settori in cui investire nel lungo periodo, in quanto l’innovazione è elevata e alla base vi sono fattori strutturali di crescita. Tuttavia, è necessaria un’attenta selezione iniziale, un’adeguata e approfondita verifica e molta attività di ricerca.
Nelle nostre strategie sostenibili siamo prevalentemente esposti, in ambito tecnologico, sulle società di software. Le società di software generano tipicamente molta liquidità e tendono ad essere meno cicliche delle società di hardware; un elemento che crediamo risulti solamente rafforzato dal passaggio a entrate ricorrenti. A nostro avviso, molte aziende hardware sono in genere molto più esposte alla catena di fornitura di Apple (e alla sua volatilità), ai problemi di guerra commerciale e alle minacce di perturbazioni di mercato.
Per quanto riguarda le valutazioni, preferiamo mantenere un mix di stili e approcci. Da un lato, investiamo in titoli altamente promettenti, innovativi e tipicamente più costosi, per i quali riteniamo che il potenziale non sia ancora pienamente individuato dal consenso. D’altra parte, deteniamo molte società tecnologiche che generano importanti free cash flows e che tipicamente risultano meno costose. L’analisi dei flussi di cassa è fondamentale in questo contesto, in quanto le imprese in grado di generare flussi in periodi di recessione, registreranno performance migliori in tali situazioni. Infine, riteniamo che il controllo normativo e le azioni intraprese in questo senso rappresentino la minaccia più importante per i grandi gruppi di Internet.
Tuttavia, ciò non significa che non si debba investire nelle FANG o nelle BAT, ma che lo si debba fare in modo selettivo, dopo un’adeguata ricerca. Per esempio, se si teme l’impatto che Trump ha sulla catena logistica di approvvigionamento di Amazon, potrebbe essere bene chiedersi quale parte dei profitti proviene effettivamente dalla divisione e-commerce (suggerimento: non così tanto). Sconsigliamo di puntare grosse scommesse su singole aziende tecnologiche, ma riteniamo decisamente più appropriato diversificare e mantenere un approccio di gestione attivo.

                                              di Quirien Lemey, Senior Portfolio Manager, Degroof Petercam AM