OPINIONI

Metalli industriali, non cala l’appetito del Dragone

Fondamentali più rigidi, evidenti dal calo dei livelli delle scorte e dalla forte domanda, hanno contribuito a contrastare il calo del complesso dei metalli industriali nel mezzo della direzione intrapresa dai mercati azionari globali.

Il PIL cinese, più debole del previsto (6,5% a/a contro il 6,6% a/a previsto per il terzo trimestre del 2018), ha raggiunto il livello più basso dal primo trimestre del 2009, pesando sul sentiment.

Tuttavia, l’incrollabile sostegno del governo cinese, oltre agli sgravi fiscali per un totale di circa l’1% del PIL per il prossimo anno, dovrebbero sostenere la domanda di metalli.

I dati della bilancia commerciale delle autorità doganali cinesi riflettono il forte interesse per le materie prime. Mentre l’economia statunitense è cresciuta più del previsto del 3,5% nel terzo trimestre, la stessa non è riuscita a sostenere i prezzi dei metalli a causa del rallentamento della crescita delle spese in conto capitale delle imprese.

L’appetito cinese per le materie prime è rimasto consistente il mese scorso, evidente dalle forti importazioni di rame per oltre 500.000 tonnellate, che hanno segnato il livello più alto degli ultimi due anni e mezzo. Il World Bureau of Metal Statistics in agosto ha mostrato che la domanda di rame è aumentata del 4,9% rispetto all’anno precedente.

Al contrario, l’offerta di rame raffinato è diminuita del 2,5% rispetto al 2017, portando il deficit mensile a 28.000 tonnellate. Nonostante gli ostacoli rappresentati da un dollaro forte, dal rallentamento della crescita economica e dal timore di una guerra commerciale, ci aspettiamo che i prezzi del rame beneficeranno di fondamentali più rigidi.

Secondo l’International Nickel Study Group (INSG), i prezzi del nichel hanno subito il calo più netto nel periodo, sulla base delle notizie che il mercato dovrebbe rallentare notevolmente. L’elevata domanda di nichel sostiene una forte produzione di acciaio inossidabile. L’INSG si aspetta anche che una forte domanda derivi dalla tecnologia delle batterie.

Tuttavia, lo stesso istituto prevede una forte domanda da soddisfare con una maggiore crescita della produzione globale dell’8% sul lato dell’offerta. La Cina, l’Indonesia e le Filippine avranno probabilmente un ruolo dominante sul lato dell’offerta.

La revisione dell’industria mineraria nelle Filippine dovrebbe concludersi questo mese, aprendo il rischio di un aumento dell’offerta di nichel in caso di riapertura di miniere precedentemente chiuse. INSG prevede che il deficit di approvvigionamento si ridurrà a 33.000 nel 2019. Tuttavia, è previsto un deficit più elevato per il 2018, elemento che dovrebbe sostenere i prezzi del nichel nel breve termine.

di Nitesh Shah, Director of Research di WisdomTree