OPINIONI

I prezzi del legno continuano a salire. Ecco perché

Nel mondo non c’è carenza di legno. Nonostante tutte le preoccupazioni sulla deforestazione, il declino delle aree forestali è innanzitutto una minaccia per la biodiversità del mondo, ma non (ancora) per la produzione di legname. Le foreste commercialmente produttive sono raramente convertite per altri utilizzi, mentre le foreste piantate si stanno espandendo ad un ritmo sostenuto.

Allora perché i prezzi dei prodotti di legno continuano a salire? Secondo l’Advisory Board di Pictet-Timber, la situazione è riconducibile ai vincoli sull’approvvigionamento. La scarsità di segherie, gli ostacoli al trasporto, i cambiamenti nella natura della domanda sono tutte componenti che hanno un ruolo chiave nel mantenere elevati i prezzi.
Per questo motivo, ad esempio, i prezzi della cellulosa di latifoglie sono aumentati di due terzi dal 2008. E poi c’è la questione importante delle politiche protezionistiche, come i dazi imposti dall’amministrazione degli Stati Uniti sulle importazioni dal Canada di legname segato, o le limitazioni alle importazioni motivate da ragioni ambientali per le fibre di legno riciclate in Cina. Di conseguenza, i prezzi sono destinati a rimanere elevati per qualche tempo.
Limitazioni all’approvvigionamento e colli di bottiglia ovunque
Sebbene il legname abbondi nelle zone meno popolate del mondo, tuttavia scarseggia laddove ce n’è richiesta. In Germania, ad esempio, si prevede una scarsità di legname entro il 2020. In alcuni casi, una variazione nell’uso del legno ha comportato questi squilibri. In Europa, sempre più legname viene impiegato come combustibile, invertendo un declino in atto da parecchi anni.
La domanda è cresciuta al punto che gli scarti di lavorazione delle segherie e delle operazioni di disboscamento, di norma convertiti in combustibile, non sono più sufficienti per far fronte alla richiesta. Questa è la ragione per cui un quantitativo crescente di legno da cellulosa viene utilizzato per la generazione di energia. Anche la componente di alberi morti o rami secchi è stata sfruttata al limite. E in alcuni luoghi la domanda di legname per produrre energia è molto robusta. Ciò si verifica soprattutto in Giappone, dopo la dismissione delle centrali nucleari, che quando erano a pieno regime producevano il 30% del fabbisogno interno di elettricità.
Altrove, la rinuncia alla plastica ha rinnovato l’interesse per i prodotti derivati dal legno come materia prima per nuovi imballaggi che siano più rigidi della carta, ma altrettanto biodegradabili. Esistono limitazioni sul numero di container che possono essere riempiti di legname e trasportati in tutto il mondo per far fronte a questa domanda. Con il legname segato si ottimizza meglio lo spazio all’interno dei container, ma è anch’esso soggetto a limitazioni. Le segherie funzionano a pieno ritmo in tutto il mondo.
A volte entrano in gioco più fattori contemporaneamente. Prendiamo ad esempio l’Indonesia. Non solo la produttività nelle segherie indonesiane è stagnante, ma le piantagioni di legno da taglio vengono via via sostituite da quelle destinate alla produzione di olio di palma. Le malattie hanno fatto crollare i rendimenti delle piantagioni di legno da taglio esistenti, mentre gravi incendi nelle foreste penalizzano le forniture. Di conseguenza, le segherie locali devono fronteggiare un aumento dei costi della materia prima, che riducono l’incentivo per nuovi investimenti che incrementino la produttività.
Cina, Canada e Stati Uniti
Nella provincia canadese della British Columbia, di gran lunga il principale produttore ed esportatore nazionale di prodotti di legno, una grave infestazione di bostrici ha indotto il Governo a ridurre in misura massiccia il quantitativo di foresta concesso per l’abbattimento, una limitazione che probabilmente rimarrà in vigore per molti anni ancora. Contemporaneamente, l’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto pesanti dazi sulle importazioni di legname dal Canada.
A fronte di una domanda in crescita, l’offerta si è contratta. Il mercato immobiliare statunitense è di nuovo in ripresa. I costruttori edili sono di gran lunga la fonte primaria della domanda di legname negli Stati Uniti e la percentuale di nuove abitazioni sta tornando ai livelli medi degli ultimi 40 anni. Con i produttori canadesi meno in grado di rispondere alla domanda, i prezzi del legname e dei prodotti di legno negli Stati Uniti sono continuati a salire nel corso dello scorso anno. Prima o poi, le enormi piantagioni di conifere che sono state create nel sud degli Stati Uniti negli ultimi decenni compenseranno la carenza di legno proveniente dal Canada. Ma la costruzione o l’espansione delle segherie richiede tempo.
Esistono pochi produttori di attrezzature per segherie e i loro portafogli di ordinativi sono al completo. E aumentare il carico di lavoro delle segherie esistenti negli Stati Uniti è molto difficile, data la difficoltà di trovare manodopera specializzata. Pertanto al momento è difficile che i produttori statunitensi possano sostituire l’offerta proveniente dal Canada.
Come per altre materie prime, la Cina svolge un ruolo fondamentale nel mercato del legno. È un importatore netto significativo e in crescita di fibra di legno in tutte le sue forme. La domanda cinese, a sua volta, ha condotto ad un forte coinvolgimento della Cina nella produzione di legname. Contemporaneamente, Pechino sta considerando con attenzione crescente le questioni ambientali.
Non solo il Governo sta imponendo limitazioni sempre più rigide al taglio del legno nelle foreste nazionali, ma sta anche provvedendo alla ristrutturazione di impianti antiquati ed inquinanti come le cartiere per la produzione di carta e cellulosa e gli stabilimenti di lavorazione del legno. Pechino sta anche valutando il divieto di importazione di carta da macero mista.
L’età del legno Il legno può essere considerato uno dei materiali di base più antichi dell’umanità, ma sia la produzione che la domanda continuano ad aumentare, anche in un’era dominata dall’high-tech. Sebbene in teoria il pianeta sia ancora ricco di legname, una serie di squilibri e di colli di bottiglia naturali, tecnici e politici a livello di fornitura hanno sospinto a livelli record i prezzi della maggior parte dei legnami e dei prodotti di legno. Ed è poco probabile che questa situazione possa cambiare nel breve temine.

                                                                   a cura dell’Advisory Board del fondo Pictet-Timber di Pictet Asset Management