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Petrolio, attesa per la reazione dell’Opec alla rottura dell’accordo con l’Iran

Oggi l’attenzione è rivolta all’Europa in quanto l’Italia sembra vicina alla formazione di un governo populista. Il farsi da parte di Silvio Berlusconi ha lasciato i due partiti Movimento 5 Stelle e Lega, liberi di negoziare per la formazione di un nuovo governo.

Il piano che caratterizzerebbe il nuovo governo si concentrerà sul taglio delle tasse e sull’aumento degli stimoli economici. Questo tipo di piano ha creato non poche preoccupazioni, nonostante fosse prevedibile essendo stato alla base della campagna politica sia del Movimento 5 Stelle che della Lega. Incognita (su cui si sta attualmente discutendo) rimane chi prenderà il ruolo di Primo Ministro e soprattutto di quale partito sarà esponente. I mercati azionari europei stanno resistendo bene davanti a quest’improvvisa progressione nello scenario politico italiano.
Non importa quale sarà il numero esatto della disponibilità di barili di greggio sul mercato, a seguito della rottura dell’accordo con l’Iran, la domanda più grande è quale sarà la reazione dell’OPEC. Come sappiamo, i paesi OPEC sono ancora sottoposti a severe austerità e stanno limitando la loro rispettiva produzione di petrolio. Per non parlare dei produttori di shale in occidente che al momento operano anche al di sotto delle loro massime capacità. Quindi i rumors provenienti dal mercato riguardano esclusivamente la speculazione su quei paesi che a fronte della rottura dell’accordo, potrebbero aumentare la loro produzione di greggio.
Nel corso della giornata di venerdì il Crypto market ha registrato una trend ribassista, questo apparentemente dovuto ad una conseguenza psicologica che ha portato i cryptotraders a ritirare i fondi sul mercato dagli scambi a causa delle notizie provenienti dalla Corea del Sud che rappresenta una porzione significativa sul crypto mercato.

                                                                           di Mati Greenspan, senior analyst di eToro