INVESTIMENTI

La rivoluzione degli Intangibili. Un futuro a “impatto zero”

NN Investment Partners (NN IP), asset manager con un’esperienza di quasi 20 anni negli investimenti responsabili, in occasione di un evento a “impatto zero” dedicato al ruolo chiave svolto dagli asset intangibili nella valutazione di un titolo,

ha fatto il punto sull’affermazione sempre più inarrestabile dell’integrazione dei fattori ESG nell’analisi finanziaria e sulla necessità di includere nuovi indicatori ormai cruciali per catturare la crescita futura. “Impatto zero” implica che, con l’adesione di NN IP all’iniziativa messa in campo da LifeGate, tutti i partecipanti all’evento hanno avuto compensate le proprie emissioni di CO2 per la durata di un anno, contribuendo alla creazione e tutela della foresta in Costa Rica. Inoltre, NN IP ha compensato le emissioni di CO2 generate dall’evento, contribuendo alla tutela di 1240 mq. di aree boschive nel Parco del Ticino.
“Secondo uno studio della società di analisi statunitense, Ocean Tomo, tra il 1975 e il 2015 il peso degli asset intangibili, cioè quelle caratteristiche che esulano dall’analisi finanziaria tradizionale ma che concorrono a creare valore, sull’S&P 500 è salito dal 17% all’87%.
Leggendo questo dato al contrario, si può dedurre che, se fino al 1975 i bilanci finanziari hanno catturato quasi il 90% del valore di mercato delle grandi società americane, ora solo poco più del 10% può essere spiegato dall’analisi finanziaria tradizionale basata su principi contabili” – ha commentato Simona Merzagora, Managing Director di NN Investment Partners.
Per aiutare gli investitori a identificare le “aziende vincitrici e quelle perdenti di domani”, NN IP ritiene necessari nuovi modelli di analisi che includano fattori non tradizionali di rischio e rendimento quali i cosiddetti intangibili, ovvero indicatori per misurare – di un’azienda – la sua capacità innovativa, l’utilizzo efficiente delle materie prime e dell’energia, l’efficienza operativa e la valorizzazione del capitale umano.
Un approccio, quello di NN IP, sostenuto da autorevoli evidenze accademiche: studi realizzati in collaborazione con l’European Centre for Corporate Engagement (ECCE) dell’Università di Maastricht, mostrano che l’integrazione dell’analisi dei fattori ESG (Environmental, Social, Governance) nei processi d’investimento influisce anche sui rendimenti. In particolare: In campo azionario:
• I titoli azionari con momentum positivo in base al punteggio ESG hanno sovraperformato quelli con momentum negativo
• L’esclusione dei titoli azionari controversi ha determinato indici di Sharpe più elevati In campo obbligazionario corporate:
• Il passaggio da un punteggio ESG medio a punteggi massimi comporta una comprovata riduzione dello spread
• Questo è particolarmente dimostrabile per il fattore “Governance”, che influisce in modo particolare su numerose tipologie di bond e di emittenti
La sensibilità degli italiani verso le tematiche connesse alla sostenibilità ambientale è in forte crescita.
L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sullo stile di vita sostenibile1 realizzato da LifeGate in collaborazione con Eumetra MR, mostra che in Italia sono quasi 38 milioni gli individui interessati a questi temi – ovvero il 74% della popolazione – che significa quasi 10 milioni in più rispetto al 2017. I dati resi noti nel corso dell’evento di NN Investment Partners, confermano questa tendenza anche nel campo degli investimenti. L’8% degli intervistati, pari a circa 4 milioni di italiani (con un trend incrementale del +2% rispetto al 2017) è infatti a conoscenza dell’esistenza di soluzioni d’investimento che dedicano una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.
Di questi, il 2% ha già investito parte dei propri risparmi in fondi d’investimento sostenibili (pari a circa 1 milione di italiani), il restante 6% invece non ha ancora deciso se scegliere questa tipologia di prodotti. Il 24%, ne ha sentito parlare ma non sa esattamente di cosa si tratta e il 68% non ne ha, invece, mai sentito parlare. Relativamente alla propensione alla scelta di differenti opportunità di investimento, a parità di rendimento il 76% del campione intervistato opterebbe per un investimento sostenibile.