INVESTIMENTI

Dove cercare rendimenti all’alba della Brexit

Nell’attuale contesto di mercato caratterizzato da una crescita modesta e da rendimenti bassi, il tema della ricerca dei rendimenti è molto in voga. In particolare, da inizio anno a oggi, gli spread high yield e quelli del debito dei Mercati Emergenti si sono ristretti, per buona parte grazie al rimbalzo nel prezzo del petrolio.

Anche il settore immobiliare ha tratto benefici dalla ricerca di rendimenti ed ha riportato un aumento di circa il 16% dai minimi di febbraio. A nostro avviso, il tema della ricerca dei rendimenti ha ancora molta strada da fare in questo contesto, di conseguenza abbiamo posizioni overweight sul Real Estate globale e sui prodotti a spread. Sebbene nelle scorse settimane gli asset rischiosi abbiano resistito abbastanza bene, i rendimenti dei titoli di stato sono diminuiti ulteriormente. Il rendimento del Bund a 10 anni è entrato per la prima volta in territorio negativo, mentre il rendimento del Treasury statunitense ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 3 anni. Anche i titoli di stato a 10 anni del Regno Unito e del Giappone hanno riportato nuovi minimi.
Lo slittamento atteso nel ciclo di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve significa che i tassi globali rimarranno bassi più a lungo. Inoltre, la ragione principale del calo dei rendimenti è che gli investitori stanno cercando riparo negli asset rifugio. Questo spiega anche l’aumento del prezzo dell’oro e l’apprezzamento di una valuta da sempre considerata un bene rifugio come il franco svizzero. Con l’avvicinarsi del referendum del 23 giugno nel Regno Unito, l’agitazione degli investitori circa l’eventualità di una Brexit sta aumentando. Stando poi ai dati riportati dal Financial Times’ Brexit Poll Tracker, mentre secondo i mercati delle scommesse le probabilità di una Brexit restano ancora attorno al 25-30%, i sondaggi suggeriscono invece un testa a testa tra il sì e il no. Il tema Brexit continuerà a dominare i mercati nelle settimane a venire e ci aspettiamo una maggiore volatilità a seconda dei trend dei sondaggi e delle agenzie di scommesse.
Considerate le recenti performance dei mercati, riteniamo che un voto del Regno Unito a favore di un’uscita dall’Unione Europea sarà percepito negativamente da parte degli investitori. L’avversione al rischio è ancora elevata. Infatti, anche se negli ultimi tre mesi è diminuita, è ancora vicina ai livelli di crisi a cui abbiamo assistito durante i mesi neri del 2012. Allo stesso modo, anche l’alto livello di investitori neutrali e indecisi e gli elevati livelli di liquidità contribuiscono all’elevata incertezza che al momento caratterizza i mercati.

Commento a cura di Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Strategist and Head of Multi Asset di NN Investment Partners