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Cadono le barriere all’Investimento fattoriale

In base al terzo Annual Invesco Global Factor Investing Study, le barriere all’investimento fattoriale stanno calando rapidamente, grazie al costante aumento delle competenze degli investitori.

Con una fiducia crescente nell’approccio fattoriale, il settore della gestione patrimoniale sta rapidamente modificando il suo modo di sfruttare i benefici di questo tipo di investimento, che può essere definito il terzo pilastro delle strategie di investimento:

metà (50%) degli investitori istituzionali e un terzo (33%) degli investitori retail stanno assumendo nuove risorse per gestire l’investimento fattoriale in modo più efficace.

Lo studio qualitativo e quantitativo – il più completo nel suo genere – ha intervistato oltre 300 investitori wholesale e istituzionali che dispongono di un AuM superiore a US$19.000 miliardi, in 21 Paesi.

I risultati indicano che la barriera più significativa, ossia la capacità interna, ha registrato un netto calo negli ultimi due anni, perdendo 1,8 punti su una scala da uno a 10 (Figura 1). Nello stesso periodo, inoltre, hanno evidenziato un calo anche altre barriere, come la fiducia nella teoria dei fattori, il supporto esecutivo dagli stakeholder interni e il crowding. Per gli investitori fattoriali esperti che introducono ulteriori strategie, le barriere sono scese del 10-15%.

Georg Elsaesser, Senior Portfolio Manager, Quantitative Strategies di Invesco ha affermato: “La diffusione dell’investimento fattoriale sta innescando un cambiamento strutturale nel settore andando a costituire un vero e proprio terzo pilastro nel mondo dell’investimento, che si distingue dalle strategie attive tradizionali e dalle strategie passive ponderate in base alla capitalizzazione di mercato. Gli investitori – sia wholesale che istituzionali – vedono l’investimento fattoriale come una competenza distinta che richiede risorse specifiche, piuttosto che risorse generiche tratte da altri ambiti del team interno.

“Il nostro studio ha rilevato che ‘fattoriale’ è divenuto il termine preferito per definire la filosofia e la pratica dell’investimento sistematico. Altri termini di uso comune come ‘smart-beta’ e ‘active quant’ occupano posizioni più basse nella classifica, in quanto termini riferiti a prodotti che denotano tipologie differenti di strategie fattoriali.”

La previsione secondo cui le allocazioni fattoriali continueranno ad aumentare nei prossimi anni – questo è quanto concludeva il report 2017 – continua a dimostrarsi esatta. Secondo lo studio, gli investitori intendono incrementare le allocazioni fattoriali nei prossimi tre anni.

Tre quinti degli investitori totali (il 64% degli investitori istituzionali e il 56% degli investitori wholesale*) intendono incrementare le allocazioni fattoriali entro il 2021. Se è dunque vero che il sentiment degli investitori globali li spinge verso un potenziamento delle allocazioni fattoriali nei prossimi tre anni, va rilevato che questa tendenza è particolarmente accentuata nell’Asia Pacifico, dove oltre tre quarti (77%) degli intervistati intende incrementare le allocazioni fattoriali, rispetto al 57% in Europa e al 54% in Nord America. La chiave per un ulteriore incremento delle allocazioni ad opera degli investitori è in assoluto una migliore performance netta, seguita dall’efficienza in termini di costi e dalla riduzione delle due dimensioni del rischio (Figura 3).

Tipologie di strategie fattoriali impiegate

Quelli stilistici rimangono l’insieme di fattori maggiormente utilizzato, e in quest’ambito lo stile value continua ad essere il più popolare (78% degli investitori orientati ai fattori), seguito dall’approccio low volatility (62%) (Figura 4)**. Vanno rilevate alcune variazioni significative a livello regionale: in Europa gli investitori orientati ai fattori ricorrono meno allo stile value rispetto alla media globale e si orientano in misura maggiore verso l’high yield. Gli investitori dell’Asia-Pacifico favoriscono gli approcci value e quality, mentre quelli del Nord America preferiscono value e size.

Attuazione delle strategie fattoriali
Per la prima volta lo studio ha analizzato le modalità con cui gli investitori preferiscono mettere in atto le loro strategie fattoriali. Per le strategie smart-beta, i veicoli negoziati in borsa come gli ETF sono chiaramente quelli favoriti dagli investitori orientati ai fattori (51%), seguiti a grande distanza dai mandati segregati (23%) e da altre tipologie di veicoli collettivi (6%) (Figura 5)**. Gli investitori smart-beta europei fanno un uso ancora più intensivo di ETF e prodotti analoghi (55%), così come quelli del Nord America (59%). Gli investitori dell’Asia-Pacifico, per contro, sono attualmente orientati verso i mandati segregati (63%) a riflesso della maggiore entità dei loro portafogli e delle loro allocazioni alle strategie fattoriali e della minore disponibilità di prodotti negoziati in borsa a livello locale.

Risorse per l’attuazione delle strategie fattoriali

Con l’aumento della domanda di strategie fattoriali, le risorse provengono da una combinazione di nuovi flussi di cassa e di allocazioni attive e passive esistenti. Lo studio delinea una situazione eterogenea, con un’intensa variabilità tra i diversi tipi di strategia. Per le nuove allocazioni di tipo smart-beta, i trasferimenti dalle allocazioni passive rappresentano una fonte di finanziamento ugualmente importante rispetto a quelli provenienti dalle allocazioni attive.

Gli investitori europei orientati ai fattori evidenziano un profilo simile: il 45% delle allocazioni smart-beta proviene dalle allocazioni attive, il 40% da quelle passive e il 15% da nuovi flussi di cassa (Figura 7). Per le allocazioni alle strategie quantitative attive, i nuovi flussi di cassa rappresentano un’importante fonte secondaria di finanziamento dopo le allocazioni attive.

Quando gli investitori iniziano ad orientarsi verso l’investimento fattoriale, raramente si limitano a una singola strategia. In media, gli investitori wholesale e istituzionali si spingono ad attuare 2-4 strategie fattoriali (Figura 8). Nel segmento istituzionale, gli investitori dell’Asia Pacifico impiegano il maggior numero di strategie fattoriali, sebbene gli investitori europei si considerino in linea generale più esperti nell’uso delle strategie fattoriali. In Europa, le strategie fattoriali prevalgono tra gli investitori wholesale, con una media di 3,4 strategie smart-beta, anche se l’impiego nel Nord America è incentivato dall’ampia disponibilità di ETF smart-beta (4,5 strategie impiegate in media).

Esperienza positiva

Anche se molti investitori hanno adottato l’approccio fattoriale solo di recente, un’ampia maggioranza segnala un’esperienza positiva. Per la maggior parte, le strategie fattoriali hanno superato le aspettative. Ad esempio oltre metà (53%) degli investitori wholesale ha dichiarato che le allocazioni smart-beta hanno superato le aspettative rispetto ai prodotti passivi (Figura 9), e un ulteriore 40% ha dichiarato che la performance è stata in linea con le aspettative.

Nel confrontare la performance rispetto ai loro prodotti attivi, un quarto (25%) degli investitori istituzionali ha dichiarato che le allocazioni smart-beta hanno superato le aspettative. Lo studio ha rilevato risultati analoghi o addirittura migliori per quanto attiene alla performance delle strategie quantitative attive. Un terzo (33%) degli investitori istituzionali ha dichiarato che questa tipologia di investimento fattoriale ha superato le aspettative rispetto alle strategie attive tradizionali.

L’esperienza fattoriale è stata ancora più positiva per coloro che si considerano investitori più sofisticati: ha superato le aspettative per oltre due quinti (41%) degli investitori istituzionali esperti e per oltre il 20% degli investitori wholesale esperti intervistati (Figura 10).

Integrazione dei criteri ESG

Una tematica relativamente recente emersa dallo studio di quest’anno è l’impiego delle allocazioni fattoriali per la gestione dei criteri ESG del portafoglio. Quasi metà (47%) degli investitori istituzionali e oltre un terzo (38%) degli investitori wholesale ritiene che l’investimento fattoriale possa soddisfare i requisiti ESG (Figura 11).

L’uso di strategie fattoriali per soddisfare i criteri ESG è ancora più comune tra gli investitori istituzionali sofisticati, il 60% dei quali ritiene che le strategie fattoriali abbiano potenziali applicazioni in campo ESG.

Georg Elsaesser ha aggiunto: “Vedere un livello di supporto così elevato per applicazioni avanzate quali i criteri ESG è incoraggiante per quanto riguarda la domanda d’investimento basato sui fattori a lungo termine. È importante notare che questa convinzione è diffusa sia tra gli investitori istituzionali che tra gli investitori wholesale.”

E ha concluso: “Da quando abbiamo condotto il nostro primo studio, tre anni fa, abbiamo ravvisato una rapida diffusione della tendenza all’investimento fattoriale. Anche se alcuni investitori hanno già lunga esperienza con le strategie fattoriali, molti le impiegano da un periodo relativamente recente. A livello di intero settore, con l’aumento dell’esperienza e del grado di sofisticazione degli utenti, possiamo prevedere un consolidamento di questa tendenza. Le allocazioni fattoriali continueranno ad aumentare rispetto ad altri tipi di allocazioni, passando da strategia complessa e sperimentale a terzo pilastro strategico che si affiancherà ai già noti stili di gestione attivo e passivo.”

 

*Dati basati sulla media dell’allocazione fattoriale alle strategie smart-beta e quantitative attive
**Dati basati sulla media degli investitori istituzionali e wholesale