Immobiliare

Mutui: è corsa al tasso fisso. Ecco perché

Di seguito alcune delle principali evidenze emerse dall’ultimo Osservatorio elaborato da MutuiOnline.it che fa il punto sulla situazione nel terzo trimestre dell’anno (dati al 30 settembre), fornendone una comparazione con i periodi precedenti e i cambiamenti in atto nel mercato.

È quasi un plebiscito a favore dei mutui a tasso fisso nel terzo trimestre dell’anno, scelto dall’83,6% dei richiedenti, oltre l’1% in più rispetto al secondo trimestre dell’anno in corso. Ancora più rilevante è il dato sulle erogazioni che arrivano all’87,2%, oltre 2 punti percentuali in più del precedente valore. Quella dei tassi è stata negli ultimi mesi una discesa fino a ulteriori minimi storici, quasi a voler approfittare del momento ancora favorevole mentre ci si avvicina sempre più al probabile termine delle misure espansive della BCE.
Le crescenti incertezze legate alla politica economica interna, poi, contribuiscono a spingere gli italiani, popolo di risparmiatori nati, ad abbassare ulteriormente la propria propensione al rischio e preferire la soluzione di mutuo che meglio abbina convenienza e sicurezza.
L’Osservatorio di MutuiOnline.it nel terzo trimestre rileva il primo lieve aumento del tasso fisso medio, dall’1,80% all’1,90%, mentre quello variabile recupera un irrilevante 0,01%, arrivando a segnare lo 0,80%. E se nel primo caso l’aumento è da imputarsi all’Eurirs (il tasso interbancario di riferimento usato per valutare l’andamento delle operazioni finanziarie a tasso fisso sottoscritte con banche e istituti finanziari), passato quello a 10 anni a segnare 0,96% da 0,91% e quello a 20 anni da 1,43% a 1,47%, nel caso del tasso variabile l’Euribor continua a restare immobile ormai da due anni a questa parte.
Nulla però modifica la solida popolarità del tasso fisso, che le banche spingono in modo da attrarre più clientela a costi comunque vantaggiosi e a condizioni più facilmente sostenibili per i clienti stessi.
Crescono i mutui prima casa e gli importi medi
Il mercato continua a performare brillantemente, registrando un aumento dell’importo medio richiesto ora a 128.981 euro (era 128.604 nel secondo trimestre) e dell’erogato da 123.839 euro a 124.795 euro. Come nel trimestre precedente, nella fascia dai 50.000 ai 150.000 euro si concentra circa il 70% sia delle richieste che delle erogazioni. Calano le surroghe richieste di oltre due punti percentuali, che arrivando al 48,1% lasciano spazio ai mutui prima casa, cresciuti di due punti netti e ora al 41,7% sul totale del campione rilevato dall’Osservatorio.
Durate più lunghe e percentuali finanziate più alte
Per la domanda, recupera quasi due punti la durata più lunga, dai 30 ai 40 anni (22,4%), ma resta prevalente quella dei 20 anni con il 32,8% delle richieste. Spostandoci sull’offerta, a recuperare ben 8 punti percentuali sono i 20 anni, adesso al 38,6% sul totale del campione. Si chiedono finanziamenti che coprano prevalentemente dal 70 all’80% del valore dell’immobile (il 35,6% del campione), e lo stesso intervallo è anche quello maggiormente concesso ma con percentuali più basse, il 26,8%.
Vince il nord Italia per richieste di mutui (41,5%) ed erogazioni (50,5%) e la classe di 36-45enni (43,3% per la domanda e 44,7% per le erogazioni delle banche). Aumentano le richieste di mutuo da parte dei lavoratori autonomi, che sono adesso il 9,6%, contro una maggioranza schiacciate dell’82,9% di soggetti con un impiego a tempo indeterminato. Di fatto nelle erogazioni degli istituti di credito l’85,3% ha un impiego fisso, ma aumentano anche in questo caso le concessioni fatte a lavoratori autonomi (7,8%) e liberi professionisti (4,3%).