FINANZA PERSONALE, Highlight

Gli italiani preferiscono i prodotti finanziari

Accelera la progettualità delle famiglie italiane, in un contesto di polarizzazione delle aspettative sulle prospettive del Paese.

I prodotti finanziari restano preferiti a immobili e liquidità, ma la scelta degli investimenti richiede il supporto di un esperto. Aumentano, infine, gli italiani favorevoli all’euro. Sono queste le principali evidenze dell’ultima edizione dell’Osservatorio semestrale, a cura di ANIMA Sgr, in collaborazione con la società di ricerche di ercato GfK.

L’analisi – che si è svolta ad ottobre 2018 e ha come mission di indagare sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata condotta su un campione di 1.062 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o libretto bancario/postale), rappresentativo di circa 42 milioni di individui.

Analizziamo ora le principali tendenze evidenziate dall’analisi.

SUL FUTURO DEL PAESE LE PROSPETTIVE SI POLARIZZANO

L’instabilità e la poca visibilità intorno alla politica economica italiana hanno inciso sul sentiment degli italiani che, guardando al campione di riferimento, si mostra più polarizzato rispetto alla rilevazione della scorsa primavera (marzo 2018).

Nel dettaglio, aumentano dal 18% al 26% coloro che ritengono “peggiorata di poco” la situazione del nostro Paese rispetto ad un anno fa – e di contro si riduce dal 20% al 17% la percentuale di chi la considera “peggiorata di molto”. Guardando, invece, alle prospettive future, vedono un incremento dal 14% al 20% coloro che si aspettano un miglioramento della congiuntura italiana fra un anno e al contempo cresce il fronte dei “pessimisti”: chi pensa che la situazione potrebbe “peggiorare di molto” sale dal 14% al 18%.

UN PIENO … DI PROGETTI

I rischi politici in Europa non hanno però influito sulle aspirazioni e sulla volontà di progettare delle famiglie. In particolare, nell’ambito dei bancarizzati, dal 49% si arriva addirittura a quota 56% del campione  e, per quanto riguarda il segmento degli investitori, il livello di progettualità rimane sui livelli più alti (75%) dall’inizio della ricerca nel 2012.

Nello specifico, nell’ambito dei bancarizzati, per i progetti di “risparmio” (mettere soldi da parte, pensione integrativa ecc.) si sale di quasi 10 punti percentuali – dal 26% al 35% – mentre per quelli di “spesa” (casa, vacanze, istruzione figli ecc.) dal 35% al 37%; passando invece al segmento degli investitori, per i primi dal 48% si arriva a quota 53%, mentre quelli di “spesa” restano invariati a quota 51%.

I PRODOTTI FINANZIARI MANTENGONO IL LORO FASCINO

Nonostante il 2018 sia stato un anno difficile per i mercati finanziari, tuttavia i prodotti finanziari continuano a piacere più degli immobili: sale dal 24% al 29% chi, potendo investire, sceglierebbe prodotti finanziari. Gli immobili guadagnano consensi, in termini assoluti, tornando ai livelli del 2015 (dal 10% si sale al 13%).

CON SCARSA VISIBILITÀ SUI MERCATI… IL SUPPORTO DI UN ESPERTO È FONDAMENTALE

Complice anche la difficile lettura dei mercati finanziari, gli investimenti si piazzano in cima alla classifica delle decisioni “amletiche” e più difficili da assumere per il campione di riferimento. In particolare, nel dettaglio la scelta degli investimenti figura al primo posto per difficoltà per il 26% del campione; subito dopo, in termini di complessità, viene la “scelta del mutuo” (20%).

Seguono:

l’acquisto della casa (17%); il piano previdenziale (16%); la sottoscrizione di una polizza vita (15%); la scelta dell’università (12%); la scelta della professione (10%); l’acquisto dell’auto (5%). Va più o meno di pari passo la domanda di supporto di un esperto. Il 25% del campione ritiene “molto importante” farsi aiutare da un esperto nella scelta degli investimenti, contro il 15% per quanto concerne la scelta di un mutuo, il 14% per la sottoscrizione di una polizza vita, il 13% per i piani previdenziali, fino al 3% per l’acquisto di un’auto.

AUMENTANO GLI ITALIANI FAVOREVOLI ALL’EURO

Gli italiani sono favorevoli all’euro e la tendenza si è accentuata rispetto al passato. In particolare, nell’ipotesi di un referendum sull’euro, il 53% ha risposto che voterebbe per mantenere la moneta unica, mentre solo il 20% sarebbe a favore dell’introduzione di una nuova lira. Quindi, rispetto alla rilevazione del 2015, quando era stato posto lo stesso quesito, è salita del 16% la percentuale di italiani a favore della valuta comune ed è scesa del 15% la quota di pro-lira.

Nota metodologica

Il presente documento contiene i risultati della tredicesima rilevazione (semestrale) dell’Osservatorio ANIMA – GfK, condotta tra il 15 ottobre e il 27 ottobre 2018, su un campione di 1.062 “bancarizzati”, che rappresenta circa 42 milioni di italiani maggiorenni titolari di un conto corrente/libretto bancario/postale (ovvero il campione è rappresentativo dell’85% della popolazione italiana).

All’interno di questo bacino in Italia si contano 10 milioni di “investitori” risparmiatori. Il questionario prevede domande standard su cui costruire un trend di medio lungo periodo relative ai progetti degli italiani e alle strategie per realizzarli, al possesso attuale e alla soddisfazione per prodotti di risparmio/investimento nonché a prefigurazioni. Il questionario è inoltre costituito da domande non ricorrenti legate all’attualità. La somma dei valori può essere leggermente diversa da 100, per via di arrotondamenti.