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Banca Generali: nel 2018 utile netto a 180 milioni

 Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, riunitosi sotto la presidenza di Giancarlo Fancel, ha approvato i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2018. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato:

“Un risultato molto solido di cui siamo soddisfatti per la forza di tutte quelle voci Utile al netto delle componenti variabili (performance fees e trading income). Al netto di costi straordinari pari a €7,1 milioni. Includendo la recenti operazioni di crescita per linee esterne (Valeur, Nextam) ricorrenti che testimoniano la validità e sostenibilità del nostro modello di business. In un anno contrassegnato dalla forte volatilità dei mercati che ha impattato i ricavi variabili, siamo riusciti non solo ad aumentare le dimensioni delle masse e il perimetro dei clienti, ma anche a gettare le basi per un nuovo slancio nella crescita futura siglando due operazioni straordinarie e sancendo una partnership di grande importanza come quella con Saxo”.

“Abbiamo allargato la gamma d’offerta presentandoci in modo ancor più distintivo e competitivo nelle soluzioni di investimento, lanciato tanti nuovi progetti all’avanguardia, e quasi raddoppiato le dimensioni delle masse sotto consulenza evoluta, raccogliendo crescenti consensi nei servizi di wealth management che ci avvicinano  ulteriormente agli imprenditori. Nonostante la prudenza sulla congiuntura globale e le incognite geopolitiche all’orizzonte continuiamo a registrare il dinamismo di una domanda che ci riconosce
qualità e professionalità, e per questo siamo fiduciosi di poter continuare a crescere guadagnando quote di mercato nel settore del risparmio”.

Risultati economici consolidati al 31 dicembre 2018

L’esercizio 2018 si è chiuso con un utile netto di €180 milioni, in diminuzione del 12% rispetto all’anno precedente che aveva beneficiato del forte contributo legato all’andamento dei mercati finanziari. Al netto però di queste voci4, l’utile netto ricorrente ha mostrato una crescita del 48% a €128 milioni, a dimostrazione dell’efficacia delle molte iniziative messe in atto per aumentare la
sostenibilità dei ricavi e l’efficienza operativa. I risultati 2018 incorporano alcune modifiche5 legate al periodo di ammortamento degli incentivi ordinari corrisposti ai consulenti sulla base degli obiettivi di raccolta. Tali modifiche hanno prodotto a conto economico un beneficio di €13,6 milioni6. Tali benefici sono stati parzialmente bilanciati da oneri straordinari di €8,0 milioni6 a livello di costi operativi e accantonamenti. Il saldo di queste voci straordinarie, pari a €5,6 milioni, è risultato quindi marginale, nell’ordine del 3% del risultato netto complessivo.

Risultati economici del quarto trimestre 2018

L’utile netto del quarto trimestre si è attestato a €44,3 milioni contro i €56,8 milioni dello scorso esercizio. Il confronto è influenzato dalla straordinaria volatilità dei mercati finanziari degli ultimi mesi che ha limitato le commissioni di performance (€2 milioni contro i €32,3 milioni registrati nel quarto trimestre 2017).

Nel trimestre si sono poi registrate poste straordinarie per €5,3 milioni dovute a costi e accantonamenti, controbilanciate dalla nuova impostazione contabile sugli incentivi ordinari. I ricavi ricorrenti hanno beneficiato della ripresa del margine d’interesse (€15,7 milioni, +9,8%) e della solidità delle commissioni lorde ricorrenti (€173 milioni) grazie al successo delle iniziative avviate nella diversificazione dei ricavi.

I costi operativi, al netto delle poste straordinarie, si sono mantenuti pressoché stabili rispetto allo scorso esercizio a conferma della disciplina nella gestione pur a fronte delle molteplici iniziative avviate. L’utile netto sconta, come detto, il venir meno del contributo dalle voci variabili e gli accantonamenti straordinari per la riorganizzazione della rete.

Raccolta netta e masse in gestione al 31 dicembre 2018

Le masse totali sono cresciute a fine anno del 3% a €57,5 miliardi. Considerando nel perimetro anche le masse delle società in via di acquisizione (Valeur e Nextam) il livello complessivo raggiunge i €60 miliardi. Nell’esercizio è fortemente aumentata la componente di liquidità e di risparmio amministrato (€14,8 miliardi, +15,6%). L’incremento della liquidità e dell’amministrato risulta fisiologico nei momenti di forte volatilità dei mercati finanziari come quella che ha caratterizzato il 2018 e tende a riassorbirsi a favore di soluzioni di portafoglio diversificate nei trimestri successivi, creando opportunità di ulteriore crescita.