Highlight, PROMOTORI & CONSULENTI

Amundi, nel 2018 utile in crescita del 25,5%

Il Consiglio di amministrazione di Amundi, presieduto da Xavier Musca, si è riunito ieri, 12 febbraio 2019, per approvare il bilancio 2018.

Queste le principali evidenze emerse:

Deciso miglioramento dei risultati annuali

Utile netto contabile pari a 855 milioni di euro, in aumento del 25,5% rispetto al 2017

Successo nell’integrazione di Pioneer

Un’acquisizione che rafforza il modello di business di Amundi e la sua posizione di leader in Europa

Una transazione che crea del valore significativo: sinergie per 175 milioni di euro, contro i 150 milioni di euro inizialmente annunciati

Anno 2018

Risultati annuali in linea con gli obiettivi dichiarati, nonostante un contesto sfavorevole

· Aumento dell’utile netto contabile (a 855 milioni di euro) del 25,5% rispetto al 2017 e dell’utile per azione (EPS) contabile del 19,8%

· Utile netto adjusted pari a 946 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto al 2017 escludendo le entrate finanziarie straordinarie (rispetto a un obiettivo del + 7%)

· Rapporto cost/income pari a 51,5%, in miglioramento di 0,9 punti percentuali

Forte raccolta netta (42 miliardi di euro), trainata principalmente dalle attività a medio/lungo termine (36 miliardi di euro)

Q4

Utile netto adjusted trimestrale rimane elevato (225 milioni di euro)

Deflussi netti pari a 6,5 miliardi di euro, con un segmento retail resiliente (+0,5 miliardi di euro)

Integrazione di Pioneer

Un’integrazione di successo:

· che ha rafforzato il modello di business di Amundi in tre dimensioni: distribuzione, expertise e talenti;

· è stata eseguita in tempi record (18 mesi);

· ha creato del valore significativo:

– nel 2018 gli utili per azione adjusted sono aumentati del 36% rispetto al 2016 (oltre l’obiettivo del 30%);

– le sinergie complessive dei costi sono aumentate da 150 a 175 milioni di euro;

– la realizzazione delle sinergie è avvenuta in tempi più rapidi del previsto.

Business activity

La raccolta è rimasta elevata nel 2018 (42 miliardi di euro), trainata principalmente dalle attività a medio/lungo termine (36,3 miliardi di euro) e dal segmento retail (30,7 miliardi di euro). Considerato l’effetto di mercato negativo (- 43 miliardi di euro) concentratosi a fine anno, il patrimonio gestito ha raggiunto 1.425 miliardi di euro al 31 dicembre 2018, stabile su 12 mesi.

· La raccolta netta è stata ancora una volta consistente nel segmento retail (30,7 miliardi di euro), ma ha rallentato significativamente a fine anno, sullo sfondo di un’accresciuta avversione al rischio in Europa.

o La raccolta netta delle reti internazionali è rimasta positiva, in particolare in Italia (4,3 miliardi di euro raccolti con le gestioni patrimoniali e le unit Linked) grazie alla partnership con UniCredit;

· I flussi verso il segmento istituzionale e corporate sono stati significativi (11 miliardi di euro) nonostante un anno piuttosto sfidante.

· Gestione passiva e smart beta: un altro anno positivo, con 14 miliardi di euro di raccolta netta nel 2018 che hanno portato le masse in gestione a raggiungere i 95 miliardi di euro a fine 2018, con un incremento del 5,6% rispetto a fine 2017.

· Asset reali e alternativi: crescita costante con una raccolta netta nel 2018 in aumento e pari a 3,5 miliardi di euro (2,3 miliardi di euro nel 2017), in particolare nel real estate, private debt e private equity.

· Infine, la raccolta netta ha continuato ad essere trainata dal segmento internazionale. L’attività è stata positiva in Asia nelle joint venture (in Cina e in India) così come a Hong Kong e Taiwan. L’attività è rimasta significativa in Italia (+8,2 miliardi di euro) e in Europa (principalmente in Germania e nei Paesi Bassi). In Francia, l’attività commerciale è stata forte, in particolare nelle attività a medio/lungo termine (+9,5 miliardi nel 2018 di euro) che ha compensato i deflussi dai prodotti obbligazionari governativi e societari.

Yves Perrier ha commentato i risultati:  “Nonostante un contesto di mercato sfavorevole, i risultati di Amundi sono aumentati ancora una volta in modo significativo nel 2018. Ci sono due fattori alla base di questo miglioramento. In primo luogo, lo slancio a livello di attività commerciale è rimasto forte, nonostante il contesto di mercato, e ha beneficiato della significativa presenza internazionale di Amundi, in particolare in Asia. In secondo luogo, l’integrazione di Pioneer è stata un successo e l’acquisizione ha notevolmente rafforzato il modello di business di Amundi; l’integrazione è stata eseguita in modo rapido e competente e pertanto l’importo totale delle sinergie è aumentato a € 175 milioni all’anno “.