ECONOMIA

Nuova politica della Fed, le opportunità

Il mese scorso la Fed ha assunto un tono a supporto dei mercati, rimanendo positiva sulle prospettive di crescita economica, prevedendo un’inflazione stabile e, allo stesso tempo, orientando la sua politica monetaria verso misure più “pazienti” e “flessibili”.

Le dichiarazioni dell’istituto codificano formalmente il ritiro dal tono più aggressivo nel senso della stretta monetaria adottato dal Fed Chair nel settembre 2018, fattore che ha contribuito al sensibile calo dei mercati globali nel quarto trimestre del 2018.

Così, mentre la Fed ha speso la maggior parte del 2017-18 rimuovendo gradualmente il suo stimolo ai mercati, aumentando i tassi di interesse, la sua comunicazione inaugurale per il 2019 suggerisce che il presidente Powell non è ancora pronto a rimuovere completamente il sostegno della Fed all’economia. Al contrario, il presidente Powell ha fissato l’asticella a un livello relativamente alto, per ulteriori aumenti dei tassi.

Questo atteggiamento più cauto della Fed verso un ulteriore inasprimento suggerisce uno spostamento delle opportunità per gli investitori. Laddove gli investitori a reddito fisso hanno dovuto far fronte a venti contrari causati dall’aumento dei tassi della Fed per tutto il 2018, con il risultato di cedole basse e rendimenti complessivamente negativi per molti investitori obbligazionari, una pausa negli aumenti dei tassi dovrebbe rimuovere questo ostacolo. Con spread più ampi, soprattutto nel segmento investment-grade, la nostra prudenza pluriennale nel credito sarà rivalutata.

Invece, con spread prossimi alle medie storiche, gli investitori possono aspettarsi più facilmente rendimenti simili alle cedole nei segmenti del credito investment-grade in dollari e in euro. Anche nel segmento dell’alto rendimento, sebbene gli spread rimangano al di sotto delle medie storiche, la nostra prudenza di lunga data nel segmento merita una revisione. Vediamo ancora una volta l’opportunità di iniziare a costruire posizioni per beneficiare del maggiore carry, in particolare contro le strategie di carry non societario, come le insurance linked.

Inoltre, storicamente, una pausa nel ciclo di rialzo dei tassi della Fed ha fatto sì che anche il conseguente appiattimento della curva dei rendimenti negli USA comporti una pausa e probabilmente un’inversione di tendenza. Guardando indietro al rallentamento soft dell’economia statunitense nel 1994-95, la pausa nel ciclo di rialzi della Fed portò ad un’accelerazione della curva dei rendimenti negli Stati Uniti di quasi 60 punti base da un livello quasi piatto di 11 punti base (appena sotto il livello attuale: 16 punti base).

di Norman Villamin, CIO Private Banking e Head of Asset Allocation di Union Bancaire Privée (UBP)