ECONOMIA

Maggiori rischi di una guerra commerciale e di un rallentamento sincronizzato. Ecco perché

Di sguito pubblichiamo la parte saliente dell’edizione di ottobre dell’Amundi Global Investment Views partendo da un’analisi a cura di Pascal Blanqué, Group Chief investment officer e Vincent Mortier, Deputy Group Chief investment officer, sulle distorsioni dei prezzi che causano un aumento delle opinioni “contrarian”.

L’estate bollente dei mercati emergenti è stato uno dei temi più dibattuti durante il terzo trimestre di quest’anno. Se da un lato il sentiment degli investitori continua a risentire delle perduranti tensioni commerciali tra USA e Cina, dall’altro la sequenza delle storie idiosincratiche (Turchia, Argentina e Sudafrica) ha contribuito al repricing pressoché indiscriminato degli asset dei mercati emergenti, a partire dal crollo delle loro valute. … Non ci attendiamo tuttavia una capitolazione più ampia del mercato o un rischio sistemico.
In futuro, in una fase di rallentamento della dinamica dell’economia mondiale e di maturità del ciclo economico, prevediamo che gli operatori di mercato seguiranno con grande attenzione gli eventi politici. In questa nuova fase, i mercati direzionali lasciano spazio ai mercati meno direzionali, con maggiori divergenze tra stili/fattori e con una maggiore rotazione dei temi di investimento, così da catturare il valore. …A nostro avviso, le recenti distorsioni offriranno interessanti punti di ingresso.
Potrebbero presentarsi delle opportunità in alcuni segmenti “quality” e “value” dei mercati azionari, negli scambi “relative value” tra le curve dei rendimenti e anche nelle valute, così da sfruttare le divergenze tra le banche centrali. …In questo contesto l’Europa, che finora non ha avuto lo stesso vento in poppa degli Stati Uniti, diventerà secondo noi più interessante, sostenuta da valutazioni a buon mercato (sempre a patto che i venti contrari italiani svaniscano dopo la manifestazione di alcune tensioni iniziali).
2) Maggiori rischi di una guerra commerciale e di un rallentamento sincronizzato. A cura di Philippe Ithurbide Global Head of Research, Monica Defend Head of Strategy, Deputy Head of Research e Didier Borowsky Head of Macroeconomic Research.
L’opinione dello Strategist: per ora modalità risk-off
Interferenze generalizzate sui mercati: la volatilità finanziaria è dovuta soprattutto alla difficile situazione della politica globale che ha scosso gli investitori, ma non ha ancora destabilizzato i fondamentali economici e macroeconomici. È però emerso un trend fortemente divergente, con gli Stati Uniti (quasi al picco del ciclo) che stanno crescendo molto più rapidamente del resto del mondo.
Finora i fondamentali hanno dimostrato una buona tenuta all’incertezza. Tuttavia, pensiamo che l’inasprimento delle condizioni finanziarie, riguardante anche i tassi di cambio e i tassi di interesse, potrebbe scatenare tensioni significative sui mercati agli attuali livelli di valutazione.
Tassi lunghi sotto pressione: la curva dei rendimenti USA resta piatta, e a nostro avviso lo rimarrà anche in futuro per via della difficoltà di scontare un premio accettabile sull’inflazione negli USA e dell’indebolimento dei fondamentali negli altri Paesi. In Italia, i BTP seguono sostanzialmente l’andamento degli eventi politici.
Dall’asta di fine agosto (che è stata eccezionalmente forte), i BTP sono stati acquistati soprattutto dalle banche, compensando in gran parte i deflussi degli investitori stranieri, e per delle forti copertura short.
Mercati emergenti ancora sotto i riflettori: il maggior rischio riguarda le possibili ricadute delle valute dei mercati emergenti sulle obbligazioni e sulle azioni.
La Turchia sembra il Paese più esposto a questa dinamica, ma non è il solo; altri Paesi vulnerabili sono quelli più fragili con grandi esigenze di finanziamento (per es. Sudafrica e Cile). Anche se il contesto è molto difficile e quindi noi manteniamo un’opinione negativa a breve termine su questa classe di attivi, in base al nostro scenario di base questi rischi rimangano idiosincratici.
3) Rimanete neutrali, cercate il valore. A cura di Matteo Germano, Head of Multi-Asset.
In questo contesto rimaniamo prudenti sull’esposizione agli attivi rischiosi e ci focalizziamo invece su dei temi che sono supportati dalla forte dinamica economica o da valutazioni interessanti.
In termini di attivi rischiosi, manteniamo un atteggiamento positivo riguardo al mercato azionario USA, sostenuto da una dinamica positiva della crescita e dai trend favorevoli della crescita degli utili. Per quanto riguarda le azioni europee, privilegiamo i temi “value” nella nostra ricerca di un’esposizione difensiva e in generale stiamo diventando progressivamente più ottimisti.
Se da un lato la questione del bilancio italiano e le elezioni bavaresi possono contribuire a creare un clima di incertezza, dall’altro ci avviciniamo a una fase in cui le azioni europee diventeranno più interessanti perché le loro valutazioni diventano più appetibili. Guardiamo con favore all’azionario britannico con un mix di valutazioni, flussi e revisioni degli utili a sostegno della nostra tesi, he beneficia anche d Rischi e coperture.
I mercati rimangono vulnerabili, e riteniamo sensato mantenere le coperture e prendere in considerazione l’esposizione all’oro per cautelarsi nei confronti delle crescenti tensioni geopolitiche e trarre vantaggio dalla posizione potenzialmente più morbida della Fed. L’esposizione al JPY (vs lo USD e l’AUD) potrebbe beneficiare anche dello status di porto sicuro della valuta giapponese. ella natura difensiva di questo mercato in una fase matura del ciclo.