ECONOMIA

La BoE lascia invariati i tassi di interesse. Ecco perché

In occasione dei meeting di febbraio e marzo, la BoE sembrava abbastanza hawkish, lasciando intendere che un ulteriore rialzo dei tassi rispetto a quello di novembre si sarebbe verificato a maggio. Tuttavia, i recenti dati economici deludenti hanno progressivamente ridotto le possibilità di un ritocco dei tassi.

E le statistiche sul PIL della scorsa settimana (che indicano nel primo trimestre un’attività economica al palo) sono state probabilmente l’elemento che ha escluso definitivamente l’imminente rialzo dei tassi. La finestra per procedere a ulteriori aumenti dei tassi potrebbe essere ormai chiusa per la Banca d’Inghilterra, che si trova ora ad affrontare almeno tre sfide.
Sul piano interno, i sondaggi di aprile sull’attività economica (in particolare per l’indice PMI dei servizi) hanno evidenziato un lento rimbalzo rispetto alla debolezza mostrata nel mese di marzo, suggerendo che potrebbe essere in atto un rallentamento più marcato, che colpirebbe in particolare i consumatori. Anche gli sviluppi esterni potrebbero compromettere le prospettive, dato che i rischi protezionistici continuano a fare da sfondo.
Soprattutto, la Brexit è ancora la principale fonte di incertezza per le prospettive economiche e i relativi rischi non si sono attenuati. La questione del confine irlandese non è stata ancora risolta, mettendo a repentaglio le possibilità di raggiungere un accordo in ottobre.
Inoltre, poiché la discussione sull’opportunità di un’unione doganale con l’UE sta dividendo il gabinetto britannico, non vi è ancora chiarezza sui termini dell’accordo che disciplinerà le relazioni con l’UE.

 

di Silvia Dall’Angelo, Senior Economist di Hermes Investment Management