ECONOMIA

L’Eurozona cresce, ma resta il nodo Italia. Intanto la Bce…

Gli ultimi sondaggi PMI indicano una crescita solida e in fase di stabilizzazione dell’Eurozona, nonostante il calo del sentiment italiano sia evidente. Mentre per la zona Euro nel complesso le letture del PMI di agosto mostrano una crescita del 2,2% del PIL reale – un netto miglioramento rispetto ai dati del primo semestre 2018 – il PMI italiano è sceso di 1,3 punti.

Per un totale di soli 51,7 punti, al di sotto della media registrata tra il 2014 e il 2016, periodo in cui il PIL reale italiano è cresciuto di uno scarso 0,8%. Ciò suggerisce che il problema della crescita in Italia resta acuto. Non siamo eccessivamente preoccupati della debolezza delle vendite retail nell’Eurozona. Sebbene il calo dello 0,2% del mese di luglio indichi un avvio debole della spesa per i consumatori nel terzo trimestre, la fiducia dei consumatori resta elevata, e la solidità dei dati sulle immatricolazioni di auto nuove potrebbe sostenere la spesa dei consumatori.
Tutto ciò indica un andamento robusto della spesa aggregata dei consumatori. Per quanto riguarda il prossimo meeting BCE di questo giovedì, non prevediamo novità di rilievo, considerato il precedente annuncio di porre fine al programma di acquisti del QE nel corso dell’anno, mantenendo invariati i tassi di riferimento fino a metà 2019. Ci aspettiamo, invece, solo lievi cambiamenti nelle proiezioni degli esperti dell’istituto di Francoforte.

                                                                            di Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM