ECONOMIA

Italia spaccata al rush finale

L’alleanza Lega-M5S sembra essersi arenata sulla nomina del premier. Né Di Maio né Salvini hanno intenzione di rinunciare alla poltrona. Ma il tempo delle “beghe” è finito. Da tempo.

L’Italia ha bisogno di un governo, eletto dal popolo, per fare le riforme che chiede il popolo. Il Tricolore sta crescendo, è vero, ma appena dell’1,4% (dato 2017). È fanalino di coda dell’Europa e ancora sotto i livelli pre-crisi. Il rischio di uno stallo politico è troppo alto. Il 2017 si è chiuso con un Pil in crescita dell’1,4 per cento. Da un lato si tratta della crescita più alta degli ultimi sette anni, ma dall’altro lato è un prodotto interno lordo che rimane ancora sotto i valori pre-crisi. Il Tricolore è ancora indietro del 5,7% raffrontando il quarto trimestre 2017 al primo trimestre 16 – Invice Magazine Marzo 2018 2008, quando si raggiunse il picco. Oltre a considerare che il Belpaese rimane il fanalino di coda dell’Europa. La strada verso una ripresa vera e propria, dunque, è ancora lunga. C’è bisogno di riforme strutturali, di far riprendere i consumi, di far crescere l’occupazione. C’è bisogno di ritrovare la fiducia. E senza un governo che possa “lavorare” per il Paese sarà difficile riprendersi. All’orizzonte, poi, si intravede lo spauracchio di quel movimento anti-europeista che già l’anno scorso aveva intimorito Bruxelles con le elezioni prima in Olanda e poi in Francia…

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