ECONOMIA

Brexit, i sondaggi mettono le ali alla sterlina

Si scaldano i motori in vista del referendum Brexit/BrexIn e si dà ampio spazio al sondaggio che vede un ampio vantaggio del fronte del “remain” (quindici punti di in più rispetto all’opzione opposta dopo le affermazioni di Boris Johnson) con conseguenti movimenti al rialzo della sterlina.

Ciò nonostante, non ci stanchiamo di consigliare di guardare alle faccende inglesi con maggior distacco (utilizzando il loro stesso british aplomb) e rimaniamo pertanto ribassisti sulla moneta di Sua Maestà. Almeno fintantoché lo stesso scarto percentuale non venga confermato da ulteriori e diversi sondaggi. Fino ad allora continueremo a considerare eventuali ulteriori rally del cross GBPUSD come opportunità di vendita. Anche l’inflazione in calo non dovrebbe modificare il bias della Bank of England.Nessun intervento ribassista sui tassi in vista neppure per la più conosciuta tra le ex colonie britanniche, da quanto si deduce dalla pubblicazione delle minute della RBA, con il risultato che il dollaro australiano è tornato ad apprezzarsi contro il dollaro Usa in un picco di volatilità. La scomparsa dell’inflazione ha già costretto i policymaker a tagliare il tasso di interesse dal 2 all’1,75% e ora sono in aumento le pressioni sulla banca centrale affinchè riduca l’obiettivo di inflazione (al moment tra il 2 e il 3%) in modo da riflettere le crescenti spinte deflattive ormai fuori controllo. Riteniamo che i banchieri centrali stiano semplicemente attendendo di analizzare nuovi dati per affinare il loro tiro ed è questo il motivo per cui riteniamo che non vi saranno ulteriori ritocchi al costo del denaro il prossimo mese nè ad agosto. D’altra parte, tuttavia, crediamo anche che la forza dell’Aussie sia necessariamente di breve durata in quanto non c’è alcuna ragione per cui l’Australia non debba prendere anch’essa parte alla guerra globale delle valute, ben sapendo che il primo segnale per procedere ad una svalutazione (la mancanza di inflazione) è già ben presente.

Commento a cura di Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy e Yann Quelenn, analista di Swissquote